È finita ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, la latitanza di Altin Sinomati, cittadino albanese ricercato da tempo dai magistrati italiani. Le autorità locali lo hanno fermato dieci giorni fa, chiudendo il cerchio su uno degli omicidi più efferati degli ultimi anni: quello di Selavdi Shehaj, detto “Passerotto”, assassinato a Torvaianica nel 2019 in un agguato mafioso legato al traffico internazionale di stupefacenti.
Gli investigatori italiani, in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno confermato che Sinomati era il mandante dell’esecuzione. Il killer, Raoul Esteban Calderón, già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il noto capo ultrà laziale “Diabolik”, avrebbe ricevuto un compenso di 150mila euro per eliminare Shehaj.
L’arresto rappresenta un punto cruciale nelle indagini sui traffici di droga tra Roma e i Balcani. Sinomati, considerato un referente di spicco delle organizzazioni criminali albanesi, era già nel mirino delle autorità italiane per altri episodi di violenza con metodo mafioso. Il suo nome ricompare anche nelle recenti inchieste sull’attentato al giornalista di Report, Sigfrido Ranucci, a Campo Ascolano. Gli inquirenti non escludono legami tra i clan coinvolti e gli ambienti che orbitano intorno al narcotraffico romano.