Al Festival degli Aquiloni si è stati sospesi tra il vento e la storia, le grandi campate dell’Acquedotto Claudio oggi non hanno fatto solo da cornice a un evento sportivo: al Parco degli Acquedotti di Roma l’aria si è riempita di colori e significati, trasformando gli archi antichi nel simbolo di un incontro tra culture. Tra gli archi monumentali, i partecipanti hanno trasformato un’attività ludica in un atto di cittadinanza attiva, restituendo alla città il respiro del suo passato mentre guarda al futuro.
Gli obiettivi del Festival degli Aquiloni
Il festival nasce da un progetto di forte inclusione promosso dal settimo municipio, con l’obiettivo di rompere i muri dell’isolamento attraverso una tradizione millenaria: l’aquilonismo. In Cina, volare un aquilone è una vera filosofia di vita, e a Roma diventa ponte simbolico tra storie e identità. Come ricorda l’assessore alla cultura Riccardo Sbordone: "Un'occasione davvero unica, quella di poter fruire di un evento così di qualità, di cultura dentro il nostro territorio, tra l'altro la scelta del luogo non è casuale, il Parco degli Acquedotti, uno dei simboli della storia e della civiltà di Roma, l'abbiamo trovato come luogo naturale d'incontro con un'altra grande civiltà millenaria, quella cinese."
Il messaggio è chiaro: valorizzare il patrimonio e costruire legami duraturi. L’iniziativa, oltre ad animare un’area verde iconica, offre strumenti culturali per una cittadinanza più consapevole, dimostrando come gesti antichi possano parlare al presente. Nel solco di una civiltà millenaria, gli aquiloni tracciano nel cielo una rotta condivisa, capace di unire famiglie, giovani e nuove generazioni intorno a un linguaggio universale fatto di vento, colori e partecipazione. Un modello replicabile per eventi di quartiere che puntano su sostenibilità, accessibilità e qualità culturale.