Oltre un milione di euro sottratti all’azienda per spese personali tra resort di lusso, borse firmate, videogiochi e abbonamenti a piattaforme per adulti. È la vicenda che ha portato alla condanna in primo grado a 4 anni e 3 mesi per appropriazione indebita di un 36enne, responsabile amministrativo della Fibernet.
La truffa sarebbe andata avanti tra il 2019 e il 2022 attraverso bonifici su conti personali e l’uso di carte di credito aziendali. Un sistema che prevedeva anche la richiesta di finanziamenti bancari per oltre un milione di euro, ottenuti secondo l’accusa falsificando la firma del legale rappresentante.
A far emergere tutto è stata una dipendente che ha notato una spesa sospetta di 5mila euro. Decisivi gli estratti conto ritrovati nell’auto aziendale dell’imputato. Coinvolta anche la suocera, titolare di un bar, condannata a 8 mesi per fatture false legate a forniture inesistenti.