ORRORE A TERRACINA: EDUCATORE PARROCCHIALE ARRESTATO CON L’ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE
Ospite in collegamento Angelo Prefetti, direttore de “Il Faro Online”
Un educatore parrocchiale di 36 anni è stato arrestato con l'accusa di aver abusato di due ragazzine. Ancora un caso di pedofilia nella Chiesa dunque, ancora abusi su minori da parte di un educatore nella Diocesi di Latina. Protagonista della vicenda è un uomo, classe ’87, arrestato a Terracina con l’accusa di atti sessuali con minorenne. L’arresto, come hanno spiegato dalla Questura di Latina, arriva al termine di una intensa attività investigativa che ha tratto origine dalla denuncia presentata dal genitore di una delle vittime, all’epoca dei fatti non ancora quattordicenne.
“ Dalla denuncia – ha spiegato Angelo Perfetti, direttore de “Il Faro Online” – è emerso che la figlia aveva confidato di essere stata violentata da un ragazzo impegnato nell’attività di educatore presso il Discepolato di una parrocchia cittadina e presso un’associazione di volontariato, luoghi entrambi frequentati anche dalla minore. Nel corso dell’indagine è emerso inoltre che anche un’altra ragazza, frequentante sia il Discepolato che l’associazione di volontariato e all’epoca dei fatti 16 enne, era stata oggetto di identiche attenzioni sessuali da parte dell’indagato, con il medesimo modus operandi. Quest’ultimo infatti, frequentando le minori per più giorni alla settimana e agendo come educatore, inviava e richiedeva alle stesse foto e filmati dall’esplicito contenuto sessuale, fino a creare le occasioni per rimanere solo con le vittime e in quelle occasioni abusare sessualmente di loro”.
I gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati hanno portato il G.I.P. del Tribunale di Latina ad accogliere la richiesta di misura cautelare avanzata dal P.M. titolare dell’indagine e supportata dagli oggettivi riscontri degli investigatori. Sulla vicenda è intervenuta anche la Diocesi di Latina, che in una nota precisa: “Con riferimento alla notizia diffusa oggi dalla Questura di Latina circa l’arresto di un uomo di 36 anni d’età, indagato per il reato di violenza sessuale a carico di due minori, con fatti avvenuti a Terracina dove questi svolgeva i servizi di animatore in una associazione di volontariato cittadina per la cura dei minori ma anche di educatore in una parrocchia locale, si rappresenta il dolore dell’intera comunità diocesana per quanto accaduto, ancor più per le giovani vittime e per le loro famiglie cui è assicurata la massima vicinanza“. Dalla Curia fanno sapere anche che “nei mesi scorsi il genitore di una delle vittime accompagnato dal parroco ha incontrato il vescovo Mariano Crociata cui ha esposto quanto accaduto alla propria figlia, frequentante il percorso di catechesi per il completamento dell’Iniziazione cristiana. D’intesa con il Vescovo, il Parroco ha immediatamente allontanato l’indagato da ogni genere di attività in parrocchia.
SOLDATI UCRAINI IN ADDESTRAMENTO A SABAUDIA: GUERRA ALLE PORTE? FACCIAMO CHIAREZZA
Soldati ucraini, circa una ventina, sono da settimane a Sabaudia, sul litorale pontino, nella caserma di Santa Barbara, sede del comando artiglieria contraerei dell’Esercito, per l’addestramento all’uso del sistema missilistico terra-aria Samp-T. La guerra è alle porte? Molti se lo stanno inevitabilmente chiedendo, ma fortunatamente non è così. “Secondo le autorità – ha spiegato Angelo Perfetti –, quanto sta accadendo non è da considerarsi “pericoloso”. Il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, ha infatti detto che come ente locale non sono stati informati di questa situazione, ma al di là di tutto non vedono un obbligo da parte del comando artiglieria contraerei di dare questa comunicazione”.
”Quando ha cominciato a circolare questa notizia da parte della popolazione non c’è stata alcun tipo di apprensione. D’altro canto Sabaudia è una città a forte presenza militare e di polizia – ha aggiunto Mosca all’Adnkronos -. Qui oltre al comando artiglieria, abbiamo un centro della Guardia di Finanza, le strutture sportive di carabinieri e polizia, la scuola dei carabinieri forestali, quindi la convivenza proficua con le strutture delle forze armate e di polizia fa parte del dna di Sabaudia”.
La presenza di soldati stranieri è una novità per l’Italia? “Il sindaco di Sabaudia – ha spiegato ancora Perfetti – ha ribadito che, come hanno fatto altri Paesi dell’Alleanza atlantica, avendo noi aderito in pieno al progetto di supportare le forze armate ucraine, l’addestramento delle forze armate ucraine a Sabaudia sia un atto dovuto. E’ stato deciso dal governo di fornire un sistema contraereo ed è chiaro che bisogna addestrare il personale”.
“Non è, oltretutto la prima volta che addestriamo personale straniero – ha commentato il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico Italiano – lo abbiamo fatto con i libici, gli afghani, gli iracheni. E’ uno sviluppo logico e normale di questo supporto che stiamo assicurando fin dall’inizio alle forze armate ucraine“.
ARDEA, CITTà METROPOLITANA “ABBANDONA” IL PONTE MAGISTRI: “NON ABBIAMO SOLDI”. L’IRA DEI CITTADINI
I consiglieri di opposizione del gruppo D.C. di Ardea hanno effettuato l’ennesimo sopralluogo al ponte Magistri, sito all’altezza della Conad su via Laurentina, poco prima del confine con il territorio di Aprilia. “Sono ormai mesi, infatti, che Comune e cittadini segnalano la pericolosità di quel tratto di via Laurentina, - ha spiegato Angelo Perfetti – quotidianamente percorso da centinaia di auto e dai clienti del supermercato che, ovviamente, entro nel negozio a piedi”.
Interpellato il Comandante della Polizia Locale, Antonello Macchi, questi fa sapere che sono stati inviati alla sezione competente di Città Metropolitana, che ha giurisdizione su quel tratto di strada, più richieste di messa in sicurezza e di ripristino del guard rail. Ma la risposta arrivata da Palazzo Valentini è che al momento non ci sono soldi, bisogna attende l’approvazione del nuovo Bilancio”.
Furiosi i cittadini che si sentono rispondere da un organo istituzionale che per mancanza di fondi non si può effettuare il ripristino e la sostituzione del guard rail. In una strada così trafficata, percorsa anche da motociclisti, bici, famiglie col passeggino… attendere significa aspettare il morto.
Anche per questo i consiglieri hanno deciso di sfidare la pioggia ed effettuare un sopralluogo. Erriu e Calliope Ludovici, a margine dell’ispezione, affermano: “Dopo le richieste verbali sia al sindaco Cremonini che all’assessore al lavori Pubblici, per il ripristino del guard rail, è davvero necessario aspettare il morto per intervenire? Vero è che la competenza è di Città Metropolitana, ma vero anche, vista la pericolosità, che l’Amministrazione comunale debba fare il suo, senza aspettare il tipico modello italiano: solo dopo la perdita di vite umane si interviene”.