Sarebbe stata la gelosia il movente della tragica sparatoria avvenuta a Suio Terme, in provincia di Latina, dove un carabiniere avrebbe sparato, uccidendo, un direttore d’albergo e una donna con cui aveva avuto una precedente relazione. Secondo quanto dichiarato dal militare, in servizio presso la stazione CC di Carinola (Caserta) dall’agosto 2022 e in licenza per gravi motivi di salute, non c’era l’intenzione di uccidere ma solo di chiarire: l’uomo si era presentato presso la struttura ricettiva Nuova Suio Terme, ma le cose sarebbero velocemente degenerate e avrebbe sparato quattro colpi d’arma da fuoco contro il gestore dell’albergo (che riteneva essere il nuovo compagno della ex) e due colpi alla donna, rimasta gravemente ferita, ma attualmente non in pericolo di vita. “In questa terribile vicenda – ha sottolineato il direttore de “Il Faro Online” Angelo Perfetti – è importante fare luce su una questione in particolare, quella del cosiddetto ‘burnout’: parliamo di un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante, si tratta sostanzialmente di stress da lavoro. Colpisce determinate figure, anche le più insospettabili, e può portare a conseguenze devastanti”. Molinaro, infatti, dopo aver compiuto il tragico omicidio, si sarebbe recato dalla sua psicologa per raccontare quanto successo e sarebbe stata proprio la professionista a chiamare le Forze dell’Ordine. Perché un militare, in licenza speciale per evidenti problemi legati alla sfera psichica, era ancora in possesso di un’arma? Casi simili a questo non mancano: addetti alla sicurezza, guardie giurate, poliziotti che, proprio in possesso dell’arma di servizio, compiono omicidi o stragi. “ – ha detto ancora Angelo Perfetti –
Nella Riserva statale del litorale di Fregene ci sarebbe una vera e propria invasione di daini. Sono tra gli animali più amabili che esistano, ma sono altrettanto devastanti per le coltivazioni, i raccolti e le infiorescenze del sottobosco. Il problema sarebbe anche per l’ecosistema che li accolti perché esemplari come nutrie e volpi stentano attualmente a trovare spazio. “Ci sono una decina di esemplari che si muovono indisturbati nella zona di Fregene – ha spiegato Angelo Perfetti – rovinando interi raccolti. Tra le altre cose, pare che attirino anche branchi di lupi, partiti probabilmente dall’oasi di Castel di Guido”. Il problema sarebbe più complesso di quello che sembra: da una parte c’è la necessità di tutelare la biodiversità e dall’altra mantenere un equilibrio tra uomo e animali. “C’è poi la pericolosità dei tratti stradali – ha continuato Perfetti – e la paura che il lupo innesca nell’immaginario collettivo, anche se in questo caso il lupo può fungere più da riequilibratore che da pericolo”. I raccolti rovinati dalla “furia dei daini” possono invece costituire un problema di natura economica, anche se esistono rimborsi: ci sarebbero procedure diverse che diventano, però, accessibili a patto che siano state messe in atto misure che scoraggino le incursioni degli esemplari. Insomma, un bel problema su tutta la linea.
Lo scorso 8 marzo, i Vigili del Fuoco di Bracciano sono intervenuti per soccorrere un furgone della Polizia finito fuori strada. Il mezzo trasportava cavalli della Polizia di Stato e si sarebbe adagiato su un fianco appena fuori dalla carreggiata: appena arrivati, i Vigili hanno messo in sicurezza la strada e il conducente, rimasto lievemente ferito, e fatto uscire i due cavalli insieme agli esperti dell’Università Agraria. “Una notizia curiosa, se vogliamo – ha sottolineato Angelo Perfetti – perché siamo abituati a vedere la Polizia intervenire in incidenti stradali, in questo caso invece sono proprio loro i protagonisti. In questo caso, però, è necessario fare un plauso alle Forze dell’Ordine perché gli animali non hanno subito il minimo danno, erano tenuti completamente al sicuro e questo testimonia con quanta cura vengono trattati”.