Il 27 gennaio presso il Tribunale di Roma si è aperto il processo civile contro AstraZeneca per la morte di Angela Magnotta, la maestra 45enne di Pomezia scomparsa nell'agosto 2021. Il caso è diventato un simbolo nazionale dopo che il Dipartimento Militare di Medicina Legale ha riconosciuto il nesso di causalità tra la vaccinazione con Vaxzevria e il decesso per VITT (trombosi immunogena).
Il caso di Angela Magnotta
Angela era in ottima salute e non presentava patologie pregresse. La sua famiglia, dopo aver ottenuto l'indennizzo previsto dalla Legge 210/92, punta ora a dimostrare la responsabilità civile della multinazionale per la commercializzazione di un prodotto difettoso.
Il caso Magnotta non è isolato. In Regno Unito, AstraZeneca ha ammesso in tribunale che il vaccino può causare la sindrome TTS, aprendo la strada a risarcimenti milionari per decine di famiglie attraverso una class action. In Italia, diversi tribunali (come quello di Messina o di Catania) hanno già condannato lo Stato a corrispondere indennizzi vitalizi ai familiari di vittime colpite da reazioni avverse gravi, ma la battaglia contro la casa farmaceutica rappresenta un salto di qualità giudiziario.
Con il ritiro di Vaxzevria dal mercato europeo nel 2024, il processo romano dovrà chiarire se le informazioni sui rischi siano state deliberatamente minimizzate, ignorando gli studi che già ad aprile 2021 sconsigliavano la somministrazione alle donne sotto i 60 anni.