Non si ferma la raffica di segnalazioni legate alle cosiddette “cartelle pazze” inviate da Ama per presunti mancati pagamenti della tassa sui rifiuti, la Ta.Ri. Dopo numerosi casi denunciati dai cittadini, anche l’insegnante Barbara Lattanzi ha ricevuto un avviso di accertamento esecutivo di quasi 2mila euro per sei anni di presunta evasione.
Ma l’appartamento segnalato non è suo: lei ne è solo comproprietaria al 25%, e vi abita la madre, che ha sempre pagato regolarmente. A peggiorare la situazione, anche errori sulla metratura dell’abitazione e sul numero di utenza, che non corrisponderebbero ai dati reali. Lattanzi ha presentato istanza di annullamento in autotutela, allegando i bollettini che dimostrano i versamenti regolari, ma teme che gli uffici Ama, sommersi da richieste simili, non riescano a gestire tutte le pratiche entro i termini previsti.
Molti cittadini si dicono esasperati e chiedono un intervento del Campidoglio per evitare ulteriori disagi. “Non è possibile che un errore burocratico si trasformi in un incubo per le famiglie” – commentano dalle associazioni dei consumatori.