Massima allerta nella Capitale dopo l’escalation militare in Medio Oriente. A Roma il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato su larga scala con un monitoraggio costante di circa 4.400 obiettivi sensibili distribuiti sul territorio cittadino. Quattrocento riguardano siti ebraici e israeliani, tra sinagoghe, scuole, centri culturali e sedi diplomatiche. Sotto controllo anche strutture americane, europee, istituzionali e turistiche, oltre a obiettivi collegati a Paesi arabi coinvolti indirettamente nelle tensioni regionali. Il questore Roberto Massucci, attualmente bloccato a Dubai per la sospensione dei voli, continua a coordinare da remoto il tavolo tecnico che ogni sera analizza il quadro della sicurezza urbana. In Prefettura si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha disposto vigilanza h24, pattugliamenti dinamici, bonifiche preventive e utilizzo di sistemi antidrone. In campo le Uopi della polizia, le Api e Sos dei carabinieri, i baschi verdi dell’Atpi della Guardia di Finanza, insieme con Nocs e Gis per eventuali interventi ad alto rischio. Il livello di minaccia resta generico ma la prevenzione è totale. L’obiettivo è evitare qualsiasi vulnerabilità in una città simbolo politico e religioso, meta quotidiana di milioni di persone tra residenti e turisti. Il piano ricalca le misure già adottate durante il Giubileo con un presidio capillare e visibile per garantire deterrenza e rapidità di intervento. Le forze dell’ordine invitano alla collaborazione e alla segnalazione di comportamenti sospetti. La macchina della sicurezza è pienamente operativa e sotto costante aggiornamento in relazione agli sviluppi internazionali.




