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Allarme scabbia, nel Lazio casi in aumento del 750%: in molti rinunciano alle cure perché troppo costose - VIDEO

Allarme scabbia, nel Lazio casi in aumento del 750%: in molti rinunciano alle cure perché troppo costose - VIDEO

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Allarme scabbia, nel Lazio casi in aumento del 750%: cosa dobbiamo sapere

Ospite in collegamento: Prof. Luca Fania, dirigente Medico Dermatologo

Intenso prurito, soprattutto notturno, e veri e propri rash cutanei su polsi, mani e piedi, ombelico e area genitale: la scabbia, infezione "antica" di cui ci eravamo praticamente dimenticati, torna a far paura. Nel Lazio i casi sono aumentati del 750% negli ultimi 5 anni e i maggiori focolai sono stati registrati soprattutto tra asili nido, scuole e perfino reparti ospedalieri.

L'infezione è causata principalmente dall'acaro Sarcoptes scabiei, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando l'intenso prurito. La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. I sintomi si presentano dopo quattro/sei settimane.

Gli esperti lanciano l'allarme sulla resistenza ai farmaci (costosi e a carico del paziente)

A porre l'accento sul preoccupante aumento dei casi è la World Health Academy of Dermatology and Pediatrics (WHAD&P), che ha portato il tema in Senato durante la conferenza stampa "La scabbia, un problema emergente".

Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, in alcune regioni italiane - prima fra tutte proprio il Lazio - l’aumento complessivo dei casi avrebbe raggiunto livelli impressionanti: si parla del 750% rispetto al periodo pre-Covid. Qual è la causa di un aumento così esponenziale? Secondo gli esperti a contribuire sono più fattori: flussi migratori, turismo internazionale, trattamenti impropri o incompleti e, soprattutto, la crescente resistenza ai farmaci.

E qui arriva un vero e proprio paradosso: la Scabbia è una malattia soggetta a denuncia obbligatoria e spesso a controlli domiciliari da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, ma, nonostante ciò, nessun farmaco utilizzato per il suo trattamento è fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. In sostanza le cure sono a carico del paziente e possono variare dagli 80 ai 250 euro.

E allora immaginiamo un caso tipo: una famiglia composta da 4 persone (due adulti e due bambini), tutti contagiati. A quanto può arrivare la spesa se consideriamo che la terapia - per essere davvero efficace - deve continuare per diverse settimane? Una spesa insostenibile per tante famiglie, che decidono così di rinunciare alle cure o (ancora peggio) sottoporsi a trattamenti inefficaci o impropri.