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Alienazione genitoriale: cos’è, come riconoscerla e prevenirla per garantire la tutela del minore - con Eleonora Zito (VIDEO)

Alienazione genitoriale: cos’è, come riconoscerla e prevenirla per garantire la tutela del minore - con Eleonora Zito (VIDEO)

alienazione genitoriale

Nella maggior parte dei conflitti familiari, separazioni o divorzi, a pagare le conseguenze sono spesso i figli. Rancori, accuse di responsabilità, litigi continui e scontri in tribunale: tutto questo, anche inconsapevolmente, lasciando i figli in un vortice di insicurezze, paure e alle volte con un bagaglio di conseguenze talmente pesante, da condizionare la loro crescita o il loro futuro.

In questo contesto, si parla dunque di alienazione genitoriale, uno dei temi tra i più controversi del diritto di famiglia. Ma di cosa si tratta davvero? e soprattutto quali sono i segnali concreti che possono far pensare che un minore ne sia vittima?

L'Avvocato Eleonora Zito, specializzata in criminologia, psicologia forense e mediatore familiare dichiara che si definisce 'alienante' quel comportamento: “messo in atto da parte di uno dei genitori [...] ostativo alla bigenitorialità, cioè - quando - un genitore diventa ostacolo alla frequentazione, ai rapporti del minore nei confronti dell'altro genitore alienato o ostacolato. Quindi il diritto assoluto del minore, viene in qualche modo sorpassato dal conflitto coniugale [...]".

L'alienazione genitoriale pertanto, secondo quanto affermato dall'avvocato Zito, si potrebbe verificare quando la coppia vive dei momenti di particolare conflitto, spesso, ma non sempre.

Quali sono i segnali specifici di un'alienazione genitoriale?

"I segnali possono essere un rifiuto emotivo da parte del figlio di vedere l'altro genitore, una, per esempio, ripetizione automatica di quello che il genitore dice, ripete; insulta l'altro genitore. [...] Il minore recepisce e di conseguenza possono anche scaturire da questi comportamenti poi delle vere e proprie patologie di ansia intesa a incontrare l'altro genitore. Questo si verifica spesso quando per esempio il minore va a fare degli incontri 'protetti' con l'altro genitore. Quindi si può verificare anche un allineamento di pensiero all'altro genitore. Cioè il minore dovrebbe essere estraneo dalla dinamica conflittuale, invece tante volte si allinea al pensiero del genitore ostativo".

C'è da dire che tutto questo, potrebbe anche accadere in maniera inconsapevole ed involontaria, perchè come affermato dall'avvocato Zito "nelle dinamiche familiari, soprattutto di separazione, entra in gioco una sfera emotiva molto alta, quindi sostanzialmente anche l'altro genitore, lo può fare anche senza una motivazione o senza sapere che sta commettendo questo comportamento”.

Come premesso, l'alienazione genitoriale non si verifica sempre, ma si verifica spesso in alcuni casi spetta alla figura del giudice, verificare se il comportamento sussiste e capire come poter aiutare i genitori a superare le difficoltà. Tutto questo affinchè al minore non venga sottratto l'affetto fondamentale per la sua crescita.

"È necessario definire a livello processuale l'ascolto del minore, perché quando c'è un forte conflitto, il giudice può decidere di ascoltare il minore, perché lui può dare degli elementi chiarificativi della relazione tra minore e genitore. [...] se ci sono degli abusi, dei traumi, allora è giusto che il genitore debba essere aiutato in qualche modo o sospeso dalla responsabilità genitoriale se non è idoneo. Però sostanzialmente, se non vi sono questi elementi e il genitore appunto è un aiuto di crescita nei confronti del minore, una figura fondamentale, è giusto non sottrarla - inoltre continua l'avvocato - [...] il genitore che commette questi comportamenti deve comprendere e capire, perché possono essere dei passi che possono dare degli stati di gravità alla relazione, all'affido del minore [...] se il genitore ostacola l'altro genitore senza alcun motivo, ci potrebbero essere anche delle conseguenze in materia di affido, quindi è normale che noi avvocati consigliamo, se non ci sono ovviamente delle problematiche, quali abusi, maltrattamenti e tutto quanto, quello di gestire e non ostacolare l'altro genitore, perché a questo punto il giudice potrebbe prendere anche una posizione processuale differente in materia di affido”.

Il giudice è sempre tenuto ad ascoltare il minore? O in alcuni casi evita al fine di preservare la sua incolumità?

"Se vi sono delle situazioni gravi che sostanzialmente manifestano l'interesse principale del minore [...] noi dobbiamo sottoporre al colloquio con il giudice; poi ovviamente questo colloquio viene fatto in presenza anche di psicologi per poterlo aiutare ad esprimere ciò che potrebbe essere raccontato come trauma per il minore, però è fondamentale per capire la verità processuale. [...] ci sono delle situazioni particolari, se non ce n'è motivo il giudice non è che ascolta il minore, però se ci sono dei motivi assolutamente sì, è un dovere riportare poi la verità processuale che avrà poi degli effetti successivi e il minore è quello che purtroppo assorbe questi effetti".

Come prevenire l'alienazione genitoriale?

"Normalmente quando ci si accosta alla separazione, si va subito ad interloquire con un legale, ovviamente noi legali abbiamo il dovere di dire che le situazioni emotive non devono pregiudicare quelle che sono poi le scelte degli accordi di separazione. [...] il genitore che si trova in una situazione emotiva difficile deve riuscire a superare il conflitto che ha con il coniuge o ex coniuge e cercare di bilanciare gli interessi del figlio, perché? Perché c'è da decidere, c'è da stabilire la crescita, l'affidamento, tutte quelle situazioni che emergono, gli aspetti patrimoniali e tante cose che il genitore purtroppo non essendo emotivamente lucido, perché può capitare, non determina più l'obiettivo primario.

L'obiettivo primario è quello di stabilire una connessione con l'altro, non più come coppia ma come genitore, quindi tante volte a livello genitoriale si viene chiamati a dire a livello burocratico di fare un piano genitoriale, ma questo piano genitoriale è appunto l'interesse predominante da parte del genitore che deve capire che questi comportamenti non si devono verificare e quindi concentrarsi sugli aspetti".

In definitiva, sicuramente non esiste un manuale 'dei bravi genitori', da poter seguire alla lettera e che insegni come comportarsi in ogni singola situazione. Soprattutto in quelle particolarmente complesse come una separazione. Ma essere consapevoli dell'impatto che ogni parola o gesto può avere sui propri figli, in particolar modo minori, potrebbe aiutare a preservare il loro bene e a non creare conseguenze per il futuro. I minori non possono pagare le conseguenze di un rapporto sgretolato, ne essere spettatori dei conflitti. Una coppia finisce, il ruolo genitoriale resta. Per sempre.