Ad Albano Laziale si chiude con un colpo di scena la consiliatura del sindaco Massimiliano Borelli, eletto nel settembre 2020. Tredici firme depositate nella serata del 14 ottobre hanno determinato la fine anticipata dell’amministrazione, scuotendo il quadro istituzionale del Comune e aprendo la strada al commissariamento dell’ente.
Albano Laziale, la sfiducia a Borelli e la frattura interna
A far cadere l’esecutivo non è stata l’opposizione, ma una rottura maturata dentro la maggioranza. Tra i firmatari figurano gli ex consiglieri di maggioranza Stefania Cavalieri, Umberto Gambucci e Matteo Santilli, insieme a Laura Faccia e Simonetta Lucci, esponenti della lista civica riconducibile al vicesindaco Luca Andreassi.
A loro si sono uniti quasi tutti i consiglieri di opposizione: Massimo Ferrarini, Roberto Cuccioletta, Marco Moresco, Matteo Orciuoli, Giuseppa Guglielmino, Federica Nobilio, Romeo Giorgi e Giovan Battista Cascella. Un fronte eterogeneo, ma compatto nell’obiettivo di chiudere un’esperienza amministrativa ritenuta ormai logorata.
Si è sfilato all’ultimo Luca Nardi del Movimento 5 Stelle, che aveva inizialmente annunciato l’adesione alla sfiducia.
Commissariamento ed elezioni in primavera
Con la decadenza del sindaco e del consiglio comunale, la guida della città passa al Commissario prefettizio, nominato dalla Prefettura di Roma. Al Commissario spetterà l’intera gestione dell’ente, esercitando i poteri di sindaco, giunta e consiglio, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e alle urgenze indifferibili.
La macchina comunale proseguirà nell’erogazione dei servizi, ma senza indirizzo politico, con l’obiettivo di garantire continuità e stabilità amministrativa.
La prossima tornata elettorale è attesa, secondo le tempistiche di legge, con ogni probabilità nella primavera 2026. Sarà l’occasione per ridefinire il quadro politico di Albano Laziale dopo una fase segnata da tensioni interne.

