Affitti, prezzi alle stelle anche in periferia. A Roma si riaccende la protesta degli studenti
In collegamento: FEDERICO SALERNI, "Cambiare rotta"
"Il caro affitti lede il diritto allo studio di migliaia di studenti che a Roma devono fare i conti con prezzi inaccessibili per le famiglie che devono già fare tanti sacrifici. Ogni anno la situazione peggiora e non solo la politica resta inerte ma quando prende provvedimenti, come è successo in un recente passato, finisce per risolvere poco o niente".
Lo dice Federico Salerni, rappresentante nella capitale di "Cambiare Rotta", una delle associazioni che negli ultimi anni ha portato avanti la battaglia contro i costi alle stelle di alloggi e appartamenti per gli universitari.
Il caro affitti a Roma non risparmia più nemmeno le periferie e trovare una stanza singola a Trastevere, Testaccio o Casalotti comporta una spesa che sfiora in ogni caso i 700 euro mensili.
È quanto emerge dagli ultimi report immobiliari che confermano come a farne le spese siano anche le migliaia di studenti fuorisede che proprio in queste settimane sono impegnati nella ricerca di un alloggio per l’avvio del nuovo anno accademico.
La domanda di stanze nella Capitale è salita del 20% rispetto al 2024, in controtendenza rispetto a Milano dove si registrano segnali di rallentamento. Nella classifica dei quartieri più cari guida la zona Testaccio-Trastevere con 695 euro, davanti a Parioli-Flaminio con 676 euro, mentre al terzo posto a quota 672 si trovano sia Casalotti-Casal Selce-Maglianella sia il Centro Storico.
La media generale a Roma è di 575 euro, inferiore ai 732 di Milano ma ben più alta di città universitarie come Perugia, Palermo o Catania.
La Capitale dispone oggi di circa 3100 posti letto in studentati, a cui se ne aggiungeranno un migliaio nei prossimi anni, ma l’offerta resta insufficiente rispetto a una domanda crescente.
Il tema è tornato al centro del dibattito politico dopo la presentazione del progetto di riqualificazione degli ex Mercati generali che prevede la realizzazione di uno studentato da oltre duemila posti, di cui 544 a canone calmierato intorno ai 600 euro.
Contro questa ipotesi sono scesi in piazza gli studenti del collettivo Cambiare Rotta, che chiedono investimenti pubblici e la riconversione delle strutture private in residenze accessibili, accusando le istituzioni di favorire la speculazione. Secondo gli attivisti le mobilitazioni proseguiranno con l’inizio delle lezioni e l’aumento della pressione abitativa.
I prezzi nelle zone universitarie superano in alcuni casi gli 800 euro per una singola stanza e in diversi quartieri il costo di un monolocale ha toccato i 1000 euro, complice anche il Giubileo del 2025 che spinge molti proprietari a privilegiare gli affitti brevi ai turisti.
Le alternative esistono ma sono limitate: residenze universitarie gestite da DiscoLazio, con canoni ridotti e spesso coperti dalle borse di studio, contratti transitori a canone concordato e la condivisione degli appartamenti per ridurre le spese.
Intanto i prezzi continuano a salire di 40 o 50 euro l’anno anche per stanze già costose e la ricerca di un alloggio adeguato resta per molti studenti e lavoratori un percorso sempre più difficile da affrontare.
Ecco perché a distanza di ormai due anni dalle prime proteste con le tende davanti alle Università, gli universitari sono pronti a tornare sul piede di guerra.