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ADHD e neurosviluppo: tra diagnosi precoce e supporto

ADHD e neurosviluppo: tra diagnosi precoce e supporto

ADHD

Nonostante negli ultimi tempi i disturbi del neurosviluppo acquisiscano crescente visibilità, entrando costantemente nel dibattito sociale, per molte famiglie resta complicato affrontarli e prima ancora riconoscerli. Tra i tanti, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ADHD, che nei bambini si manifesta con episodi di difficoltà di concentrazione, impulsività e disorganizzazione nelle attività di tutti i giorni.

Nella Capitale il Primo e il Secondo municipio e il Polo Riabilitativo Nuova Sair hanno cercato di rispondere a tale bisogno, con un open day clinico e gratuito, rivolto a bambini e ragazzi e dedicato alla valutazione di disturbi del linguaggio (DSL), ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). L’obiettivo è quello di fornire alle famiglie un vero e proprio percorso di orientamento e supporto.

A prendere parte all’iniziativa, sono state oltre 150 famiglie, segno di quanto si avesse bisogno di un percorso di assistenza e comprensione.

I dati emersi in questo open day clinico - dichiara la dottoressa Caterina Bruni, psicoterapeuta esperta in DSA – sono particolarmente significativi, in quanto ci inducono ad orientare non solo la famiglia, ma anche i contesti in cui sono inseriti i nostri bambini, quindi già dalla scuola dell’infanzia, all’attenzione, su alcuni indici predittivi”.

I test effettuati dall’equipe specialistica del Polo Riabilitativo Nuova Sair hanno fatto emergere la necessità di un approfondimento diagnostico in 4 bambini su 10. Numeri che non rappresentano una diagnosi, ma segnali importanti.

Una difficoltà di linguaggio - continua l’esperta - un vocabolario ridotto, una difficoltà nell’impugnare la matita, una difficoltà nell’allacciarsi le scarpe, una difficoltà spaziale: sopra – sotto – destra – sinistra; una difficoltà nel conteggio numerico: contare da uno a dieci; una difficoltà nel riconoscimento del simbolo numerico: un ‘tre’ scambiato per un ‘otto’. A chi rivolgersi? A un TSMREE e cioè un servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva, a dei centri accreditati e convenzionati o a dei centri privati, specializzati, sul territorio”.

Oltre all’intervento degli esperti, resta essenziale poter costruire precocemente, una rete tra famiglie e scuole, per un lavoro condiviso che può davvero fare la differenza.