Scoppia la polemica all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico. Gli studenti hanno diffuso una lettera aperta ai giornali dopo che il bando delle ammissioni al corso di recitazione è stato cambiato a selezioni in corso. A fronte di 188 candidati alla seconda fase, solo 22 sono stati dichiarati idonei per la terza, che è stata ridotta a una sola giornata invece che a più prove. Una decisione giudicata ingiusta e penalizzante, che ha portato i giovani a chiedere spiegazioni e trasparenza. Nella lettera, scritta anche utilizzando lo schwa come segnale simbolico di inclusione, gli allievi denunciano di aver speso 137 euro per partecipare a un concorso pubblico che avrebbe dovuto rispettare criteri chiari. Ricordano come negli anni passati la terza fase accogliesse almeno 50 o 60 studenti, consentendo una selezione reale e non già predeterminata. “Non staremo zitti”, scrivono i candidati, convinti che l’arte non possa piegarsi a logiche che tradiscono i diritti dei giovani attori e attrici.