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883: la playlist della nostalgia (VIDEO)

883: la playlist della nostalgia (VIDEO)

883

Il personaggio del giorno: gli 883

Gli 883 sono stati un gruppo con una carriera musicale tra le più ricche del panorama italiano, che ha attraversato nel tempo generi differenti quali pop (principalmente), poi anche dance, rap e rock.

Tutto ha inizio a Pavia, esattamente nel settembre del 1984, quando il futuro frontman Massimo Pezzali, noto come Max, e il suo amico fidato Mauro Repetto, si ritrovarono ad essere compagni di classe al liceo scientifico Niccolò Copernico, dopo che Pezzali era stato bocciato al terzo anno del liceo Tramelli. I due, scoprendo un’immensa passione in comune per la musica, cominciarono a scrivere canzoni.

Nel 1989, parteciparono ad una trasmissione su Italia 1, condotta dall’allora emergente Lorenzo Jovanotti, che diede il nome anche allo stesso format: 1,2,3 Jovanotti. Quello fu l’esordio ufficiale de I Pop nome provvisorio scelto dal gioco di parole “Hip-hop” (tra le tendenze più influenti di quegli anni) e “musica pop”. In quell’occasione, presentarono un brano in inglese, Live in The Music, che però aveva sonorità appartenenti al genere rap.

Talento senza tempo: da “I pop” agli “883”

Al principio, la carriera musicale dei due, si sarebbe dovuta limitare a quell’esperienza. Un giorno però, ebbero l’opportunità di incontrare il grande Claudio Cecchetto che, ormai da tempo aveva sviluppato un fiuto particolare per i veri talenti. Decise quindi di prendersi cura di Pezzali e Repetto, dando loro una “forma” più definita. Un’altra passione scorreva nelle vene dei due giovani emergenti: quella per le motociclette. Questa fu di ispirazione per il nuovo nome del gruppo, quello che sarebbe poi rimasto incastonato nel tempo. Nacquero gli 883 (883 è infatti la cilindrata dell’Harley Davidson Sportster.

Nel pieno degli anni 90, partecipano con Non me la menare, al Festival di Castrocaro: fu solo l’inizio del successo. Max e Mauro scrivevano e producevano i brani assieme. Sul palco, il primo li cantava e il secondo li ballava. L’album d’esordio, Hanno ucciso l’uomo ragno, con l’omonimo brano, arrivò in vetta alle principali classifiche, vendendo seicento cinquanta mila copie senza neppure una era campagna marketing. Fu anche motivo del Telegatto vinto come rivoluzione dell’anno e come miglior album, seguito poi dal World Music Award come miglior artista italiano e poi, il premio rivelazione dell’anno a Vota la voce.

Ben presto, arrivò il bis con Nord Sud Ovest Est del 1993, che contiene hit dal successo strepitoso: Come Mai e Sei un mito. Gli 883, arrivarono così a raddoppiare il numero di copie venute rispetto all’album precedente, vendendo anche il Festivalbar.

La fine di un’epoca e il principio di una nostalgia

Dopo un tour nelle discoteche e l’album raccolta Remix’94, il duo purtroppo si sciolse. Mauro Repetto cominciò ad avvertire una pressione che lo portò a vivere un incubo, invece che un sogno e nel tentativo di ritrovare se stesso, abbandonò le scene per andare negli Stati Uniti, lasciando il marchio a Max. Quest’ultimo, non perdendosi d’animo, decise di rilanciare la sfida con una band ricchissima: alla chitarra entrarono Jacopo Corso e Roberto Priori, Sandro Verde alla tastiera, Leandro Misuriello al basso, Ivan Ceccarelli alla batteria, Daniele Moretto alla tromba e Michele Monestiroli al sassofono. Le coriste furono le talentose Paola e Chiara.

Dopo qualche successo Max, decise di lasciare tutto e di diventare solista.

Curiosità

  • In una intervista a Rolling Stone, Max ha raccontato che gli 883 erano: “Due sfigati un po’ borderline, che si erano affacciati a quel decennio col sogno della musica e la consapevolezza che però fosse arrivato il momento di portare un pasto caldo in tavola. Nel 1990 facevo il servizio civile: era il mio anno sabbatico, in cui avrei dovuto capire cosa fare della mia passione. Mauro, che studiava lettere moderne, idem. Scriviamo pezzi. Ne mandiamo qualcuno a Radio Deejay, a Claudio Cecchetto. Lui non era un discografico classico, ma uno che con la sua radio poteva rischiare su un nuovo progetto, mandandolo in onda. Gli piacciamo, e nel settembre 1991 cominciamo a lavorare al primo album, Hanno ucciso l’Uomo Ragno, che nel 1992 arriva primo in classifica. Solo che nessuna sapeva che volto avessimo, perché non eravamo ancora mai comparsi in pubblico”;
  • Nella stessa intervista, Max ha affermato anche che nessuno li riconosceva al principio, sul disco c’era solo un ritratto a fumetti. “Al bar tutti a dirci che era una figata, si, ma certi che sarebbe durata un’estate, che saremmo stati delle meteore” - ha specificato;
  • Che fine ha fatto Mauro Repetto, una volta che gli 883 si sciolsero? In America visse una serie di avventure, provò anche a produrre un film ma venne letteralmente truffato. Entrò anche in studio con Russell Simmons della Def Jam per incidere un album rap ma anche questo progetto non finì bene; tornò poi a Pavia e si laureò in Lettere, poi incide ZuccheroFilatoNero, il suo unico album da solista. Gli anni successivi li trascorrerà tra un lavoro come coordinatore degli animatori a Disneyland Paris e tanto teatro.