"Io non sono di nessuno": 44 anni fa veniva abolito il matrimonio riparatore
Ospite in collegamento: Cinzia Giorgio, direttrice di "PinkMagazine.it"Il “matrimonio riparatore” era un istituto giuridico previsto nel codice penale italiano abolito nel 1981. In pratica consisteva nel permettere all’uomo che aveva commesso violenza sessuale contro una donna di evitare la pena prevista, sposando la vittima e “riparando” così l’onore della ragazza e della famiglia di lei.
L’istituto giuridico si basava sull’idea che la perdita della verginità da parte della donna la rendesse impura e quindi bisognosa di essere “riparata” attraverso il matrimonio con il suo aggressore.
Quindi, il matrimonio riparatore “cancellava” il reato di violenza sessuale, permettendo all’uomo di evitare il carcere, obbligando la donna a sposare il suo stupratore. Un istituto ingiusto, patriarcale che violava ulteriormente i diritti e la dignità della vittima, perché negava il suo diritto di scelta e di autodeterminazione, sottomettendola a una condizione di schiavitù imposta dalla legge.
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Allarme abbandono degli animali, una piaga che si intensifica soprattutto d'estate
Gli animali domestici sono una parte importante della famiglia e lo sono sempre, anche in estate. Ma i casi di abbandono alla vigilia delle partenze per le vacanza estive sono ancora troppi.
Tutti gli animali che si sceglie di prendere in casa diventano parte della famiglia. Non è ancora però naturale trattarli come un membro della famiglia. Eppure percepiscono le nostre emozioni, ci amano sempre e comunque. Capita spesso di vedere quanto l’animale scelto assomigli al padrone, sia nella struttura fisica che nel carattere.
Associazione Medici Veterinari Italiani
Da recenti dati forniti da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) sembra diminuito l’abbandono dei cani in tutte le regioni di Italia. Sono aumentate invece le rinunce di proprietà. Le ragioni sono dovute principalmente a due fattori.
Il primo riguarda il cambiamento culturale nei confronti degli animali e il secondo è il dispositivo dell’articolo 727 del Codice Penale riguardo all’abbandono di animali che prevede l’arresto o un’ammenda sino a 10.000 euro (https://www.gazzettaufficiale.it).
È stato anche approvato in Commissione alla Camera un emendamento del nuovo Codice della Strada che prevede una pena di sette anni per chi lascia un animale per strada (https://www.lav.it). Un altro deterrente è il microchip che attesta la registrazione e l’identificazione del cane o del gatto.
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IN QUESTA PUNTATA PARLIAMO ANCHE DI: Pamela Anderson, a 56 anni la piena consapevolezza di sé