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80 anni da cittadine: quando le donne italiane cambiarono la storia - VIDEO

80 anni da cittadine: quando le donne italiane cambiarono la storia - VIDEO

80 anni

80 anni da cittadine: quando le italiane cambiarono la storia

Ospite in collegamento: Cinzia Giorgio, direttrice di "Pink Magazine Italia"

Il 2 giugno 1946 segnò una svolta per l’Italia e per le italiane. Milioni di donne entrarono nei seggi e parteciparono al referendum che pose fine alla monarchia, scegliendo la Repubblica ed eleggendo poi l’Assemblea Costituente. Non era il primo voto: poche settimane prima avevano già preso parte alle elezioni amministrative, ma il 2 giugno fu, di fatto, la prima volta in cui vennero chiamate a decidere il destino dell’intera nazione.

Dopo anni di dittatura, una guerra devastante e la Resistenza, il Paese tornò ad ascoltare anche la voce delle donne. Le immagini dell’epoca raccontano file ordinate, abiti curati della festa e tessere elettorali custodite come simbolo di una conquista. Da quelle urne nacquero la Repubblica italiana e una nuova idea di cittadinanza, segnata dalla partecipazione femminile alla vita democratica.

Le Madri Costituenti e la nuova cittadinanza

Nell’Assemblea Costituente entrarono ventuno donne, ricordate come Madri Costituenti. Il loro contributo fu decisivo nella stesura della Costituzione, che avrebbe sancito il principio di uguaglianza tra i cittadini e aperto la strada a nuove conquiste civili. La presenza femminile in quell’aula rappresentò un cambio di prospettiva destinato a incidere profondamente sulla società italiana.

Un’eredità che parla al presente

A ottant’anni di distanza, il 2 giugno non è soltanto la festa della Repubblica: è anche il giorno in cui milioni di donne contribuirono a costruirla. Ricordare quella data significa riconoscere la portata di una vera rivoluzione civile e il valore del voto femminile come pilastro della democrazia italiana.