L’amministrazione capitolina ha destinato 130 milioni di euro all’assistenza domiciliare nel nuovo bilancio, una cifra che avrebbe l’obiettivo di recuperare il ritardo accumulato dal 2022 e raggiungere famiglie con minori, anziani e persone con disabilità rimaste in attesa troppo a lungo. Tuttavia, le cooperative sociali, che rappresentano il cuore operativo del sistema, sottolineano che questo investimento non basta a garantire la sostenibilità dei servizi.
I recenti aumenti contrattuali degli operatori hanno comportato un aumento significativo dei costi, non adeguatamente compensato dalle tariffe attualmente in vigore. Uno studio della Lumsa conferma che le spese generali restano scoperte, rendendo molto difficile coprire tutte le attività necessarie per assicurare un servizio dignitoso a oltre 13mila utenti fragili. Le cooperative avvertono che, in assenza di un intervento tempestivo, potrebbero essere costrette a ridurre personale o servizi, creando un impatto sociale profondo. Dal Campidoglio arriva un segnale di attenzione ma non ancora una decisione concreta, mentre cresce la consapevolezza di quanto sia urgente trovare un equilibrio strutturale tra compensi, costi reali e qualità dell’assistenza.