A quasi una settimana dall’incendio che nella notte tra il 29 e il 30 luglio ha reso inagibile lo stabile di Spin Time, l’emergenza abitativa e sociale all’Esquilino continua. Con le telecamere di Radio Roma News siamo entrati al Polo Civico Esquilino, che ha aperto le proprie porte facendo del principio dell’accoglienza la sua priorità.
Ai nostri microfoni, Linda Pennacchia, responsabile ella comunicazione del Polo Civico Esquilino, che sottolinea come sia impossibile sostenere una situazione simile, “non tanto per noi, quanto per chi sta vivendo questa situazione. Oggi è l’empatia quella che manca. Abbiamo bisogno di risposte immediate e concrete”.
Tra queste mura oggi vive anche Iman con la sua famiglia. Ora, dopo quasi tre anni all’interno di Spin Time, una brandina e spazi comuni sono casa. Lei, cuoca da 15 anni, da 4 anni lavora in un ristorante ed è proprio lei a mostrarci la sua quotidianità, a partire dal cibo che ha preparato con le sue mani. Ed è anche lei che chiede aiuto alle istituzioni, al sindaco e a Giorgia Meloni.
“La situazione è insostenibile. Vogliamo risposte”
Nel frattempo, nella giornata di ieri, un bambino di appena un anno e mezzo appartenente alla comunità di Spin Time è stato trasportato d’urgenza in ospedale in codice rosso per una grave crisi respiratoria.
Sara Larbi, pediatra e volontario del presidio sanitario di Spin Time, sta andando nei vari punti che ospitano queste famiglie per monitorare la situazione, per capire come evitare la situazione che ieri ha vissuto quel bimbo. “Le condizioni sono al limite. Le persone, vivendo in questo modo, non hanno i confort di cui avrebbero bisogno”.
La tensione resta altissima e le condizioni precarie, mentre gli ultimi risvolti sembrerebbero vedere la proprietà dell’immobile - InvestiRe - orientata a rifiutare la proposta del Comune che vorrebbe acquistare lo stabile in via Santa Croce in Gerusalemme. La domanda, quindi, è: dove andrà chi era all’interno?

