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Roma Capitale della formazione: al via l'Innovation Training Summit di EFI

Roma Capitale della formazione: al via l'Innovation Training Summit di EFI

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Lavoro e formazione sono ambiti estremamente connessi tra di loro. Ora più che mai: il mercato del lavoro richiede sempre più competenza e preparazione da accostare alla tecnologia. All'Innovation training Summit 2026 di EFI (Ecosistema Formazione Italia), fino al 27 marzo al Centro Congressi Auditorium della Tecnica, si fa in modo di far incontrare persone e storie per parlare e confrontarsi, al suono di tre metafore: “la prima è quella della torta, ossia l’obiettivo è quello di far ingrandire la torta dove torta sta per l’interno mercato; quella della mareggiata, ossia supportare l’intero ecosistema; infine, quella del pinguino, ossia saltare, buttarsi e dare il buon esempio nonché il coraggio ad altri di fare lo stesso”. Lo spiega Kevin Giorgis, presidente di EFI, ai microfoni di Radio Roma.

Sostengono l'iniziativa e patrocinano: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’ Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ARAN Agenzia, Unioncamere, Regione Lazio, Comune di Roma. Grande interesse per un grande tema: il summit in questione ha lo scopo di guidare il cambiamento attraverso il dialogo tra tutti gli operatori del settore, aspetto fondamentale se si vuole pensare al futuro de lavoro.

Il supporto delle istituzioni

Sul palco, tra i tanti, sono intervenuti Paola Frassinetti, sottosegretaria di Stato al Ministero dell'Istruzione e del Merito, e Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio. Entrambi, a margine del loro intervento, hanno parlato ai microfoni di Radio Roma delle attività che nel loro contesto stanno svolgendo per supportare il lavoro e la formazione.

Noi guardiamo alla formazione professionale in un'ottica di scuola – ha detto Frassinetti -. Il governo con una riforma, importantissima a mio avviso, ha riqualificato gli istituti professionali e tecnici con la filiera 4 + 2, ossia 4 anni di istituto professionale o tecnico e due anni di TS Academy. Questo perché? Per valorizzare e riqualificare il titolo di studio e incrociare le esigenze delle imprese in maniera totale. Anche le regioni che hanno un grande parte di competenza per quanto riguarda la formazione professionale delle IFP, devono trovare un punto di incontro con l'istruzione professionale della scuola e dello stato perché solo in questo modo si può offrire ai ragazzi e alle ragazze un'ampia offerta formativa che li possa condurre ad un'occupazione soddisfacente e soprattutto qualificata”.

L’Innovation Training Summit è diventato un vero riferimento – ha detto Aurigemma -. Oggi abbiamo tutti gli attori protagonisti, dal mondo della formazione a quello del lavoro, alle società. Sono importanti queste occasioni di ascolto e dialogo, soprattutto in un momento in cui abbiamo di fronte a noi delle sfide future, a partire dall’innovazione tecnologica. Come ripeto spesso, il progresso non può essere fermato ma deve essere governato e gestito. La formazione è un aspetto strategico in questa fase, poiché uno degli obiettivi è proprio quello di ridurre quella distanza che spesso si crea tra mondo della formazione e quello del lavoro. La formazione deve essere calibrata sulla base dei cambiamenti, in particolare per quanto riguarda l’alta tecnologia. In un mondo che cambia, le istituzioni devono essere in grado di mettere in campo una programmazione adeguata per dare risposte sempre più adeguate e vicine alle nuove esigenze. La regione Lazio, con il Fondo sociale europeo plus (2021-2027), con una dotazione finanziaria di oltre 1,6 miliardi, sta puntando su occupazione e crescita, con alcuni punti centrali, come occupazione, istruzione e formazione. Per questi motivi, è fondamentale la giusta sinergia per accompagnare e affiancare al meglio questi percorsi di crescita e di sviluppo”.

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Nuove sfide e un mercato del lavoro che cambia di giorno in giorno

Alla terza edizione dell’Innovation Training Summit, la riflessione sui temi che riguardano le imprese è sempre più necessaria: il mercato si sta facendo più complesso e più dinamico – spetti alcune volte visti come nemici dei nostri tempi, quando in realtà rappresentano il progresso – e bisogna farsi trovare pronti per poter affrontare a testa alta le nuove situazioni che si presentano.

"Il 2026 – precisa Kevin Giorgis – segna il definitivo superamento della formazione intesa come semplice adempimento o capitolo di spesa residuo. Siamo di fronte a un nuovo mondo: la formazione deve diventare un’infrastruttura abilitante, leggibile e misurabile nei risultati. La vera sfida per l'Italia non è solo adottare l'IA, ma garantire che il capitale umano non resti indietro. Senza una cultura del cambiamento e in assenza di percorsi di reskilling (ossia, la capacità di un dipendente di acquisire nuove conoscenze e competenze per svolgere una nuova mansione, ndr) efficaci, le tecnologie più avanzate rischiano di restare scatole vuote”.

La vera sfida per le imprese non è più solo tecnologica, ma culturale ed organizzativa. Non basta più investire in nuovi macchinari: la chiave della riuscita risiede esattamente nella capacità di formare e trattenere talenti in un mercato che cambia di giorno in giorno. Ogni operatore della formazione ogni ente, istruzione ha il proprio ruolo e può fare la differenza per dirigersi verso un mondo migliore, più moderno e più umano, sebbene alcune volte le nuove sfide possono scoraggiare. Come nel caso dell’intelligenza artificiale.

E se la scuola in tutto questo ha un ruolo importantissimo, la sottosegretaria di Stato al Ministero dell'Istruzione e del Merito Paola Frassinetti commenta ai nostri microfoni la nuova, ma non troppo, questione dell’intelligenza artificiale. “L'intelligenza artificiale penso che sia una sfida affidata alle generazioni del futuro. La scuola, quindi, deve preparare ad affrontare questa sfida tenendo ben saldo il concetto che l'intelligenza artificiale non deve e non dovrà mai sostituire il cervello umano, semmai supportarlo ed affiancarlo. Anche per quanto riguarda i docenti: non dovrà mai sostituire la figura del docente, ma dovrà aiutare il docente a rendersi conto e sfruttare tutte le opportunità che l'intelligenza artificiale dà. Quindi, rischio-opportunità siamo su un crinale, ma la sfida è ridurre il rischio e aumentare l'opportunità”.

Ecco che la formazione sembra essere il più importante aspetto da potenziare. “In questo contesto – aggiunge Stefano Marchese, vicepresidente di EFI Ecosistema Formazione Italia - l’upskilling e il reskilling non servono solo a produrre di più, ma sono strumenti di welfare aziendale: formare le persone significa rassicurarle, investendo sulla loro impiegabilità futura e trasformando il tecnostress in motivazione. La formazione, dunque, non è più un accessorio ma una leva strategica su cui dobbiamo puntare. Creare un ecosistema all’interno del quale tutti gli stakeholder collaborino e interagiscano è la nostra mission”.

Il Summit fa esattamente questo: dà speranza e condivisione, quest’ultimo uno strumento utile per apprendere e per sentirsi meno soli in un mondo che alcune volte può spaventare. Ma non solo: riunisce istituzioni, imprese, startup, università, centri ricerca, fondi interprofessionali e attori del sistema produttivo.

Le startup e l’innovazione

Potremmo dire – precisa Marchese – che siamo nell’anno zero della skill first economy e ci sono numerose realtà estremamente promettenti capaci non sono solo di offrire software a supporto della formazione, ma di diventare i motori della trasformazione del mercato del lavoro. Anche le startup italiane, dunque, sono chiamate ad individuare soluzioni all’avanguardia che possano integrare AI e talent intelligence e rispondere in modo concreto e puntuale alle sfide del mismatch tra domanda e offerta. Proprio per questo, siamo orgogliosi di presentare la terza edizione dello Startup Showcase. Si tratta non solo di un momento di visibilità, ma di un vero e proprio acceleratore dove l'innovazione incontra le necessità delle imprese. Vogliamo valorizzare quei progetti che hanno saputo trasformare la tecnologia in percorsi di apprendimento continuo, rendendo il capitale umano il vero vantaggio competitivo”.

All’Innovation Training Summit 2026 arriva lo Startup Showcase, l’evento che è diventato, nel corso degli anni, il punto di riferimento per le realtà più interessanti del mondo EdTech ed HR Tech.

Nella competizione, si confronteranno 12 startup italiane, selezionate tra 50 candidature, che rappresentano l’eccellenza nell’innovazione tecnologica applicata alla formazione e allo sviluppo e aggiornamento delle competenze. Le startup selezionate avranno l’opportunità di presentare le proprie soluzioni sul palco dell’Innovation Training Summit – in programma il 26 e il 27 marzo all’Auditorium della Tecnica (Roma) – davanti ad una giuria di massimi esperti del settore, composta da venture capital, società d'investimento, business angels, imprenditori e advisor. Queste 12 realtà hanno già raccolto, insieme, più di 5 milioni di euro e hanno un fatturato aggregato che supera i 3 milioni.

Giovani e formazione: insieme per combattere una crisi di fiducia

Già la parola crisi spaventa. Ma chiamiamo le cose con il proprio nome: crisi di prospettive e di fiducia nel futuro. Di questo si tratta quando si viene a conoscenza di una situazione che riguarda 1 giovane su 3. Secondo l’ultima indagine Ipsos Doxa, i giovani italiani under 35 manifestano una profonda preoccupazione per il proprio futuro professionale: la mancanza di prospettive e l'instabilità lavorativa (entrambe al 32%) sono indicati come i principali problemi della società moderna. Per gli intervistati, inoltre, il lavoro è visto soprattutto come fonte di reddito (79%) e strumento di indipendenza (81%). Emergono, però, forti timori legati alla qualità del proprio lavoro: il 40% degli under 35 ha paura di essere sfruttato, il 28% teme di non avere più tempo per sé e il 24% è preoccupato per l'assenza di tutele o per un ambiente relazionale negativo con i colleghi.

È qui che interviene la formazione, come risposta alla crisi di fiducia degli under 35 e come strumento per trovare soluzioni concrete.

Il nostro scopo – dice Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia (EFI) – è dare risposte concrete per trasformare la paura dell’incertezza in opportunità per lavoratori e aziende. In un mercato che cambia velocemente, la formazione non è più un costo, ma l’unica leva strategica capace di generare valore reale. Sebbene i dati Istat indichino un’occupazione in crescita, non possiamo ignorare la situazione preoccupante legata alla disoccupazione giovanile e ai neet; la formazione di qualità è il solo strumento in grado di ricucire lo strappo tra aspirazioni dei giovani e necessità delle aziende con beneficio di tutti. Per due giorni proviamo ad accendere un faro su questi temi, dando risposte concrete”.