Casa del Jazz e non solo: a che punto sono le indagini sui casi più controversi della Capitale?
Ospite in studio: Mauro Valentini, giornalista e scrittoreMentre si attende che gli scavi alla Casa del Jazz riprendano, continuano le domande e le ipotesi su quanto ci sia da scoprire su uno dei luoghi più controversi della Capitale. Che cosa nascondono i sotterranei del bene confiscato alla mafia e diventato un centro pubblico dedicato alla musica?
Secondo documenti e testimonianze inedite, esisterebbe una rete di tunnel deliberatamente ostruiti con circa 64 metri cubi di materiale, poi murati e opportunamente cementati: proprio lì, dietro quel cumulo massiccio, alcuni ritengono possano nascondersi risposte mai cercate fino in fondo. Due i nomi che stanno rimbalzando da mesi sulle cronache: Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi.
Adinolfi e Orlandi: è necessario cercare qui?
Secondo l’ex giudice Guglielmo Muntoni, in quei sotterranei potrebbero trovarsi i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel luglio del 1994. Il magistrato, noto per essere profondamente integerrimo, aveva ricoperto un importante incarico presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma, oltre ad aver seguito procedimenti delicatissimi, tra cui quelli legati alla "Fiscom e alla Ambra Assicurazioni. Vicende in cui, guarda caso, era coinvolto anche Enrico Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana e (appunto) proprietario negli anni '80 della Villa poi confiscata.
Sembrerebbe più difficile, invece, che possano esserci elementi riconducibili alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Eppure, a Pietro Orlandi è stato riferito, da una fonte ritenuta attendibile, che i resti della sorella potrebbero trovarsi in quei sotterranei. “Chiunque abbia informazioni sulla Casa del Jazz - ha annunciato il legale della famiglia Orlandi, Laura Sgrò - mi contatti, o parli con Pietro Orlandi: riporteremo tutto alla Procura di Roma”.