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Ponte Galeria, protesta animalista contro l’allevamento abusivo: scatta il sequestro dei cani (VIDEO)

Ponte Galeria, protesta animalista contro l’allevamento abusivo: scatta il sequestro dei cani (VIDEO)

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Protesta animalista a Ponte Galeria. Un centinaio di persone hanno risposto all’appello social dell’attivista Enrico Rizzi e ieri 11 gennaio sono scesi in strada per chiedere provvedimenti immediati per un allevamento abusivo con 50 cani e 40 gatti tenuti in condizioni estreme. Dopo una breve trattativa con le forze dell'ordine il presidio si è spostato percorrendo via della Muratella Muzzana fino a raggiungere l'ingresso della proprietà privata. Lì l'annuncio dell'attivista: "Le Guardie zoofile hanno effettuato il sequestro penale dei cani".

Ponte Galeria, protesta animalista contro l’allevamento abusivo: scatta il sequestro dei cani

Tutto è partito a dicembre quando un conoscente si è trovato davanti dei gattini in fin di vita. L'uomo titolare di una panetteria negli anni ha portato alla famiglia di origine ucraina pane avanzato delle giornata per i loro cavalli, "un gesto gentile per delle persone perbene" racconta.

Niente lasciava pensare che ci fossero animali maltrattati fino ai giorni prima di Natale quando l'uomo è entrato in "una stanza chiusa con una sola parete a rete per la luce" e ha visto i gatti di razza Maine Coon in condizioni disperate. "Ne ho presi tre, me li hanno regalati, e li ho portati subito dal veterinario per salvarli - spiega -: uno non ce l'ha fatta, l'altro è sopravvissuto entrambi con una polmonite molto grave. Il terzo gatto è in clinica ad Ostia in terapia intensiva per infezioni diffuse e rischia la vita".

La mobilitazione

A muoversi subito è la sua compagna, Rita. "Ha inviato segnalazioni a tutti gli enti preposti - racconta il compagno - e poi ha chiesto l’intervento dell’attivista" che venerdì scorso è andato sul posto documentando cani chiusi in piccole gabbie e dentro baracche fatiscenti che sarebbero stati costretti anche a vivere tra le proprie feci. Visita avvenuta durante il sopralluogo del medico veterinario della Asl Roma3 insieme a Nas e Polizia locale.

Insieme a Rizzi alcuni volontari che raccontano di aver sentito latrati di cani arrivare da dentro una casetta di lamiere. "Tutto pieno di fango, sporcizia, deiezioni ovunque in un posto senza acqua né luce. Queste persone vendono i cuccioli senza permessi, i cani non sono microchippati e sono stipati la dentro" spiega la volontaria.

Così è scattata la protesta che ieri ha portato in via della Muratella animalisti da tutta Roma e anche dalla provincia. Alcuni con i loro cani e tantissimi con il telefono in mano a riprendere passo dopo passo la giornata di mobilitazione con Rizzi alla guida del gruppo.

In corteo al grido "animali liberi"

Dopo un momento di stallo e una trattativa con la polizia presente su posto il gruppo è partito spedito. Al grido “animali liberi” sono riusciti a raggiungere l’ingresso della proprietà privata trovando sul posto le guardie zoofile che durante il sopralluogo hanno riscontrato la presenza degli animali in condizioni non idonee.

È stato così deciso il "sequestro penale dei cani" ha comunicato Rizzi tra gli applausi. Si tratta di 50 animali di grossa taglia alcuni dei quali aggressivi, impossibile quindi portarli via di domenica pomeriggio. I cani perciò restano lì e per questo l’appello dell’attivista è anche alle associazioni animaliste invitandole a collaborare nel recupero degli animali.

Rizzi: "Sequestrati tutti gli animali rinvenuti in questo allevamento lager"

"Finalmente oggi c'è stata la svolta. Ringrazio le Guardie zoofile dell'associazione FareAmbiente - sottolinea Rizzi - che sono intervenute e proprio in questi minuti stanno procedendo a sequestrare per maltrattamento di animali, tutti gli animali rinvenuti all'interno di questo allevamento lager".

"Quello che fa parecchio arrabbiare - continua Enrico Rizzi - è che due giorni fa un dipendente pubblico della Asl, un medico veterinario pagato profumatamente da tutti i cittadini non si è accorto che dentro questa struttura gli animali stavano male e andavano appunto sottoposti subito a sequestro penale. E’ chiaro che chi ha fatto delle eventuali omissioni risponderà di questo innanzi alla procura della Repubblica di Roma che mi appresto ad informare nelle prossime ore" conclude l'attivista.

La Asl Roma3 ribadisce di aver adempiuto a tutte le procedure previste dalla legge. Sono scattate le sanzioni per mancanza di autorizzazioni sanitarie e un provvedimento di sequestro fiduciario che dà 60 giorni al proprietario per mettersi in regola.