Trasporti, le nuove unità di rete del Lazio non convincono le associazioni: "Percorsi assurdi e tagli indiscriminati"
Ospite in collegamento: Omar Cugini, Presidente di Cesmot - Centro Studi sulla Mobilità e i TrasportiHa preso ufficialmente il via dal 7 gennaio scorso la nuova gestione dei trasporti nel Lazio. La regione è stata suddivisa in 11 territori - le cosiddette "unità di rete" - che gestiranno la mobilità pubblica sotto la supervisione di Astral. L'obiettivo annunciato è superare la frammentazione e creare una sorta di omogeneità. Peccato che non tutti sono d'accordo, anzi c'è chi sottolinea che le cose andranno pure peggio.
A lanciare l'allarme è soprattutto Cesmot, centro studi sulla mobilità e i trasporti, che ha parlato di “pianificazione totalmente assente, con percorsi evidentemente pensati da chi, minimamente non conosce il territorio”.
Peggioramenti per il territorio
Un esempio su tutti riguarda i collegamenti nella Valle dell’Aniene: le attuali linee Setteville – Setteville Nord e Setteville – Marco Simone “vengono portate con un percorso assurdo fino alla stazione di Lunghezza. Non si capisce per quale motivo l’utenza dovrebbe prendere il treno, scendere a Tiburtina, fare una scomoda camminata e prendere la metropolitana con conseguente allungamento dei tempi di percorrenza”.
Stessa situazione per la linea 5 per la quale “non si riesce a comprendere per quale motivo un abitante di Marco Simone debba avere la necessità di essere sbattuto alla stazione di Tivoli Terme”.