Non fu un episodio improvvisato, ma un piano che covava da anni. Il cosiddetto “caso Orlandi-Gregori”, con le sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nel 1983, affonda le radici nella primavera del 1980. All’epoca Marco Accetti, oggi reo confesso e già indagato, ma prosciolto nel 2015, era già attivo nella ricerca di giovanissime da usare “a fini di pressione”. Secondo le sue stesse parole, il gruppo mirava a colpire figure “di secondo piano” del Vaticano, ricattabili per vizi privati documentati con foto e video.
Il nuovo scenario si è rafforzato con la testimonianza di Antonella Fini, ascoltata dalla commissione parlamentare d’inchiesta. All’epoca era studentessa nella stessa scuola media di Mirella Gregori e racconta di essere stata seguita, intimidita, persino minacciata con un telegramma anonimo. La pubblicazione del verbale conferma un quadro inquietante: un reclutamento sistematico di minorenni, avvicinate sotto casa o a scuola, per essere strumentalizzate in operazioni di ricatto.
Il racconto di Antonella apre nuove domande anche sul misterioso decesso del fratello Fausto, all’epoca archiviato come “morte naturale”. La sua storia, oggi, rimette in discussione quarant’anni di silenzi e aggiunge un tassello oscuro a uno dei gialli italiani più intricati, in cui il confine tra manipolazione, potere e segreti resta ancora da decifrare.