A Roma 54 edicole sono a rischio chiusura, l'appello in Regione: "Salviamole"
Ospite in collegamento: Renato Russo, Presidente SNAG - Sindacato nazionale autonomo giornalaiSono lontani quei tempi in cui eravamo abituati a vedere edicole in ogni angolo della nostra città. A Roma ce n'erano oltre mille, ora sono poco meno della metà. Una fotografia drammatica di tempi che cambiano e di un settore che sta attraversando una crisi senza precedenti. Una crisi che può, e deve, essere contrastata. "Le edicole vanno salvate": è l'appello che è stato fatto in Regione in occasione dell'audizione con le associazioni di categoria.
Dopo il caso emblematico di Rieti, ora gli occhi sono tutti puntati su Roma dove 54 chioschi rischiano di chiudere per sempre. E non c'entra solo la crisi dell'editoria e il cambio di abitudini dei romani (che leggono sempre meno), ma anche le nuove regole sul codice della strada.
Marotta: "Le edicole sono presìdi di democrazia da salvaguardare"
"Le edicole non sono semplici punti vendita: sono presìdi di democrazia quotidiana, luoghi in cui l’informazione prende corpo e diventa accessibile. A metterle in difficoltà è una combinazione di vincoli legislativi e amministrativi, dalla Bolkestein, al Codice della Strada, alla tutela paesistica. Aspetti che non distinguono più tra chi vende merci e chi distribuisce conoscenza" dice Claudio Marotta, capogruppo regionale di Sinistra Civica Ecologista e presidente della Commissione Vigilanza sul pluralismo dell'informazione alla Regione Lazio.
"È importante sottolineare che le edicole stanno soffrendo anche per altri aspetti che definirei culturali - ha sottolineato Renato Russo - e cioè la perdita progressiva di interesse nella lettura. Non sono solo i giovani a non leggere più, ma anche sessantenni e cinquantenni. Come ha spiegato il presidente della Repubblica, stiamo assistendo ad un analfabetismo di ritorno: non si legge proprio o si legge male e di fretta. Questo incide profondamente".