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Ancora calcinacci dalle case popolari di Ostia ponente, la rabbia dei residenti: “Siamo abbandonati” (VIDEO)

Ancora calcinacci dalle case popolari di Ostia ponente, la rabbia dei residenti: “Siamo abbandonati” (VIDEO)

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Calcinacci che cadono, pezzi di ringhiera pericolanti, balconi sbarrati e le persone costrette a fare lo slalom tra la strada e le reti di cantieri che nessuno ha mai visto iniziare. Ostia ponente ostaggio del degrado, con gli abitanti delle case popolari chiusi in casa tra balconi non agibili e grate di protezione. Una situazione che va avanti da anni e che invece di migliorare, peggiora.

L’ultima novità è la chiusura di un tratto di via del Sommergibile dopo che pezzi di parapetto sono volati giù. Nulla di nuovo dicono i residenti abituati a veder comparire tra i palazzi reti pollaio e transenne. Ma dei lavori tanto attesi neppure l’ombra. "Ogni tanto cadono dei pezzi dai palazzi e transennano: noi dobbiamo passare in mezzo alla strada" racconta una signora che sottolinea come invece delle reti che bloccano i marciapiedi avrebbero dovuto mettere delle impalcature di sicurezza.

Ancora calcinacci dalle case popolari di Ostia ponente, la rabbia dei residenti: “Siamo abbandonati”

Il rischio è proprio a ridosso di una fermata bus che è stata spostata in via Baffigo, mentre il tratto di strada è rimasto chiuso per qualche giorno. Il tempo per i residenti di trovare una soluzione in autonomia e spostare le transenne vicino al marciapiede permettendo alle auto di arrivare ai garage. Sì perché dopo oltre dieci giorni i lavori annunciati su cartelli affissi sul perimetro del palazzo sono ancora un miraggio. "Avevano scritto che il 17 settembre sarebbero iniziati i lavori, hanno messo i cartelli, un cassone ed è rimasto tutto fermo". L’oggetto misterioso in via Forni è un cassone per lo smaltimento delle macerie, rimasto vuoto e ora usato da qualcuno come secchio dei rifiuti.

"Paghiamo l'affitto, vogliamo almeno la sicurezza"

Rabbia e amarezza, sono questi i sentimenti raccontati dalle voci di un quartiere che si sente abbandonato dalle istituzioni. “Qui siamo dimenticati - racconta un residente - i palazzi crollano e non fanno niente. Il giardino abbandonato, qui crolla tutto: basta che mettono le reti e per loro il problema è risolto". Invece dietro quelle reti, dentro edifici picconati da innumerevoli "messa in sicurezza" vivono persone normali che pagano l'affitto. “Sono più di trent’anni che non fanno niente - aggiunge l'uomo cresciuto ad Ostia ponente - però l’affitto lo mandano regolarmente e se uno paga, anche se poco, merita di avere almeno la sicurezza".

Crolli anche in via Mario Ruta

Altra strada altro scempio. Pezzi di mattoni sono caduti nei giorni scorsi anche in via Mario Ruta, dall’altra parte di piazza Gasparri, altra palazzina con i balconi a rischio crollo e quindi chiusi da oltre un anno. Un nuovo episodio subito segnalato dai residenti che sono riusciti ad ottenere almeno l'avvio dei lavori di messa in sicurezza della facciata per evitare il dramma. "Ci hanno chiuso come i polli e non fa niente nessuno: aspettano che ci scappa il morto, allora qualcosa si risolverà" racconta un'altra residente.

“Il comune di Roma ci ha abbandonato su tutto perché andrebbero risanati i palazzi" aggiunge una donna di 82 anni che chiede di poter vivere "in condizioni civili. Invece finirà che i miei nipoti continueranno a vedere i balconi pericolanti, chiusi dalle tavole di legno".

Sesa: "Nel 2026 via ai lavori su 14 palazzine: 20 milioni per il rifacimento degli immobili"

Qualcosa però si muove all’orizzonte. L’assessore alle Politiche Abitative del Municipio X, Giuseppe Sesa, assicura che il prossimo anno partiranno i lavori su 6 palazzine nella zona tra via Guido Vincon e via Forni e su 8 edifici in viale Vasco de Gama, altrettanto disastrati. Un totale di 20 milioni di euro per il rifacimento degli immobili comunali.

La gara europea è in fase di aggiudicazione e nel 2026 le prime 14 palazzine verranno ristrutturate. Dovrebbero partire inoltre lavori straordinari sui palazzi Armellini grazie all’accordo transattivo tra il Comune e la proprietà. Non solo; è stato chiesto alla proprietà delle palazzine di sostituire le reti "pollaio" con impalcature che assicurino la messa in sicurezza dell'area.