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Ex Città del Rugby, sversamento dei rifiuti e criminalità. I residenti chiedono aiuto (VIDEO)

Ex Città del Rugby, sversamento dei rifiuti e criminalità. I residenti chiedono aiuto (VIDEO)

Un cancello o una ringhiera non bastano se si vuole parlare di prevenzione. A Spinaceto i cittadini denunciano un immobilismo che ruota attorno l’ex città del Rugby, una struttura abbandonata, ex punto verde qualità, occupata e sede di tutta una serie di attività illecite, nonché teatro di un omicidio. Un immobilismo che però non è la risposta che i cittadini vorrebbero, che invece chiedono presidi fissi come telecamere, controlli, ma prima di tutto una bonifica, una richiesta che si rafforza giorno per giorno anche a seguito dell’ultimo sversamento di rifiuti che è stato testimoniato dagli stessi.

Ex Città del Rugby. Due chiacchiere con i residenti di Spinaceto

Oggi, 28 luglio, abbiamo parlato con i residenti e con i rappresentanti del comitato di quartiere Tor de Cenci, Spinaceto, Tre Pini, Castel di Decima, e mentre lo facevamo, siamo stati ripresi in video da chi occupa lo stabile, mentre si parlava dello sversamento dei rifiuti all’interno dello stabile.

Lo sversamento dei rifiuti avviene ormai già da un paio d'anni – ha detto ai microfoni di Radio Roma Giuseppe Martire del Comitato di Quartiere Tor de Cenci, Spinaceto, Tre Pini, Castel di Decima -. Abbiamo accertato e filmato i furgoni che vengono qui a sversare e abbiamo addirittura visto la situazione prima dello sversamento e dopo lo sversamento con le fotografie. È anche stato denunciato un signore che veniva qui a sversare con il camion da Nettuno”. E poi “noi chiediamo che sia fatta una bonifica di tutto il materiale che è all'interno, anche perché non sappiamo se è pericoloso anche per le persone”. La città del rugby è adiacente a 20 metri con il liceo classico Plauto. “Non è un bel vedere tutto questo sversamento di materiale: c’è il legno trattato, barattoli di vernice, solventi”.

Chi vive attorno all’ex Città del Rugby, denuncia non solo lo stato di abbandono in cui versa il complesso, ma tutto ciò che il degrado e l’abbandono stesso portano con sé. “Qui è un hotspot: ci sono persone di colore, ci sono una decina di rom e macchine che entrano ed escono, macchine che arrivano alle 4:30 di notte, scaricano gente”.

L’atmosfera che c'è intorno alla Città del Rugby è di paura da parte dei residenti – ha raccontato Cristiana Giubilei del Comitato di Quartiere Tor de Cenci, Spinaceto, Tre Pini, Castel di Decima -. La questione della Città del Rugby, forse, è quella più conosciuta, ma noi abbiamo in zona anche uno stabile in via padre Romualdo Formato dove ci sono tutta una serie di alloggi, in parte assegnati da Ater, in parte occupati abusivamente. Abbiamo, poi, un edificio storico di via Lorizzo che da sempre è occupato da etnie di tipo rom. Queste tre realtà si sono in qualche modo fuse e non hanno portato a niente di positivo. Noi siamo venuti a conoscenza di tutto ciò grazie al contatto che abbiamo con i cittadini che si sono appellati a noi, disperati. Nella migliore delle ipotesi ci sono casi di intimidazione, nella peggiore nascondono, invece, attività illecite”.

Camminando per il parco vicino all’ex Città del Rugby, ci sono siringhe con le quali “si può immaginare che ci siano situazioni di spaccio attorno” aggiunge Giubilei. “Al mattino troviamo sangue a terra tra l'altro. Gli interventi della polizia vengono effettuati, però, quando avviene il fatto e cosa succede quando loro arrivano? Queste persone, che sono molto più strutturate di noi da questo punto di vista, si danno alla fuga”.

Varie commissioni sono entrate nella città del Rugby per vari sopralluoghi: ultimo quello di marzo con la Commissione parlamentare Periferie. I residenti, però, chiedono un intervento immediato perché quando si arriva ad avere paura di uscire di casa temendo per la propria incolumità, o ancora, di essere riconosciuti in video, significa che c’è ancora molto da fare.

L'intervento immediato che richiediamo è di bonifica immediata di queste strutture. Chiediamo che qui venga effettuato uno sgombero dove, però, le persone non rientrino la sera stessa, come già è avvenuto in precedenza”.