Villa Pamphilj, trovati i corpi di una donna e di una neonata: indagini serrate
Ospite in collegamento: Francesco Granese, associazione "Gruppo amici di Villa Pamphilj"Un'intera città sotto choc per quanto accaduto nel pomeriggio di sabato 7 giugno a Villa Pamphilj a Roma: nell'area del parco adiacente a via Leone XIII sono stati trovati, a distanza di circa 200 metri l'uno dall'altro, i corpi di una donna e di una neonata di circa 5 mesi. Con tutta probabilità si tratta di madre e figlia, ma sarà necessaria la conferma del DNA.
La donna, di circa 40 anni, è stata trovata avvolta in un sacco nero e sia lei che la piccola erano nude. A chiamare il 112 un gruppo di passanti che stava passeggiando nell’area verde. I tratti somatici farebbero ipotizzare una stretta parentela tra le due vittime (appunto madre e figlia), ma i due corpi presentavano stati di decomposizione differente: la donna potrebbe essere morta molti giorni prima e non sembra presentare segni di violenza. L'ipotesi più plausibile è che i decessi si siano verificati in una situazione di degrado.
Le indagini degli inquirenti, che hanno già ascoltato diversi testimoni, sono incentrate sul dare un'identità alle due vittime. Nel frattempo, però, si cerca un uomo: pare che qualcuno abbia visto un individuo camminare a passo svelto con qualcosa in braccio, probabilmente il corpo della piccola. Le indagini, quindi, proseguono con l'ipotesi di reato di duplice omicidio aggravato contro ignoti.
Residenti sotto choc: "Servono maggiori controlli"
Nel dramma, inevitabilmente torna l'appello dei residenti e dei fruitori dell'area verde: "Servono maggiori controlli, anche di notte". In base a quanto si apprende, infatti, soprattutto di notte questa è una zona in cui molti senza tetto trovano rifugio per la notte.
"Non abbiamo mai registrato episodi simili - ha spiegato Francesco Granese - ma proprio perché si tratta di un posto che molti considerano una seconda casa, va tutelato. Magari con qualche telecamera in più o maggiori pattuglie delle forze dell'ordine".
Sorge, infatti, spontanea una domanda: se a trovare il corpo fosse stato un bambino?


