La caduta di Assad in Siria. “A Viso Scoperto” puntata del 13/12/2024, con Vincenzo Maddaloni, giornalista e saggista e Margherita Furlan, giornalista e direttore “La Casa del Sole TV”. Trovi la puntata completa qui.
Trovate un'analisi della situazione in Medio Oriente qui.
Scopriamo la Siria
Vincenzo Maddaloni spiega che tipo di paese è la Siria e quali sono le sue caratteristiche:
‹‹Penso che ci sia un dato abbastanza importante da sottolineare, cioè il particolare livello di cultura che ha questo popolo, molto alto, che lo distingue da tutto il Medio Oriente. Infatti ha avuto parecchie difficoltà dal punto di vista politico, divisioni, e questo ha portato a una grande fuga di cervelli, di professionisti istruiti, insegnanti, medici, ingegneri, verso l'Europa e la Turchia. Il regime di sanzioni che era stato imposto alla Siria, dagli Stati Uniti e dalle altre potenze sioniste, ha reso difficile a quelli che sono voluti rimanere in questo paese, la sopravvivenza. Quindi diciamo che la gran parte della cultura è disseminata per l'Europa, tant'è che a dare maggiore ospitalità a questi profughi siriani, ancora 15 anni fa, è stata proprio la Merkel la quale ospitò un milione e centomila siriani, una cifra veramente vasta con la quale riempì le università e tutti quei posti di alta professionalità che mancavano nel paese. Un Paese anche ricco di risorse, in una posizione tra terre importanti, è stato mira di spartizioni, tra cui la Turchia, che ha in mente di ricreare l'impero ottomano. Naturalmente già in questi giorni Netanyahu ha provveduto a invadere la Siria appunto coprendo zone, cioè penetrando con l'esercito in zone che praticamente erano state zone cuscinetto, stabilite e approvate dall'ONU già nel 1972 mi pare, quando finì la guerra del Kippur. Questo dà un'idea diciamo abbastanza chiara di quali sono le mire dei paesi circostanti su questo paese. E quindi si annuncia già da adesso un futuro abbastanza tribolato in questo senso››.
La dinastia degli Assad
‹‹Questa è una situazione che si è creata anche in Bulgaria, cioè di comando familiare, sono generazioni degli Assad che si sono susseguiti, padre, nonno e figlio al comando di una nazione. Si è creata una situazione, come puoi immaginare, di clientele che ha creato, come si può dire, una separazione netta, come mai era accaduta, tra il popolo e chi la governava e chi la governava e questo ha portato sia all'immigrazione sia a una forte repressione. che è dimostrata da quello che stanno scoprendo proprio in questi giorni le forze che si sono imposte in queste ultime giornate di conquista del paese››.

Dopo anni di guerra, i ribelli conquistano la Siria in pochi giorni
Margherita Furlan spiega come è stato possibile per i ribelli rovesciare Assad in pochi giorni:
‹‹I ribelli ci sono sempre stati, quantomeno nel 2011, quindi non è che sia stato un atto improvvisato, in realtà provengono da Idlib fondamentalmente, perché nel 2020 si era raggiunto una tregua, una sorta di accordo di pace per cui si era creato una sorta di protettorato di Idlib, dove c'erano questi tagliagole che avevano appunto il comando lì. In questo momento da lì si sono espansi al resto della Siria fino ad arrivare ad occupare il palazzo presidenziale di Damasco. La situazione precedente era comunque dettata fondamentalmente dalle sanzioni che tutto l'Occidente ha posto nei confronti del popolo siriano, non tanto dello Stato siriano, perché sappiamo che le politiche sanzionatorie poi incidono esclusivamente sulla vita dei popoli, del popolo in questo caso siriano che ha sofferto enormemente in quanto dal 2011 in avanti non ha più avuto modo di curarsi. non ha più avuto modo di studiare, non ha più avuto modo di cibarsi, di nutrirsi normalmente, era sostanzialmente sempre in uno stato di guerra. Nel 2020 con il processo di Astana si è raggiunto una sorta di pacificazione mantenendo un piccolo posto in cui, per farla molto breve dove questi cosiddetti tagliagole potevano in qualche modo ritirarsi e la Siria teoricamente doveva essere libera da tutto questo terrorismo che era sorto e si era sviluppato. Però le sanzioni sono rimaste e quindi, quando gli eserciti in qualche modo si sono ritirati, il peso delle sanzioni si è fatto sentire molto più di prima. La Russia nel frattempo si è impegnata militarmente in un altro territorio, in Ucraina. nonostante mantenga ancora, poi vedremo quello che succederà, mantenga ancora le due basi fondamentali che gli danno lo sbocco al mare. Questo è un dato fondamentale però e non c'è stata la presenza né da parte dell’Iran e quindi di Hesbollah, né da parte della Russia, era ritenuta anche non necessaria. Probabilmente c'è stato anche qualche errore di intelligence, anche da parte russa se si può definire errore, noi non potremmo mai saperle queste cose, perché comunque la corruzione non esiste solo in Siria o solo in Italia, esiste in tutti quanti i paesi, anche nei paesi in cui ci sono più servizi di intelligence. Come in Russia per esempio dove c'è la distinzione ora tra due servizi di intelligence, quindi non lo so sto ipotizzando, però possono essere successe molte cose. Fatto sta che nel momento in cui si è capito che i terroristi sarebbero arrivati al palazzo presidenziale di Damasc,o la Russia si è premurata di portare in esilio a Mosca o comunque nella federazione russa Bashar al-Assad per evitare che succedesse quello che è successo in Libia diversi anni fa con Gheddafi. Ci sarebbero delle voci che forse Putin avrebbe avuto da ridire sul fatto che bisognava accorgersi prima di quello che stava succedendo. È vero che comunque l'Iran dice che, tre mesi prima, avrebbe informato Bashar al-Assad della situazione, che avrebbe fornito aiuto, aiuto che invece è stato rifiutato da Bashar al-Assad, perché si sarebbe fidato troppo dei suoi nuovi amici, cosiddetti arabi come l'Arabia Saudita e il Qatar. Perché nel frattempo erano state instaurate delle collaborazioni quantomeno diplomatiche, che prima evidentemente erano saltate, perché sappiamo che prima comunque in Siria l'hanno fatta da padrone paesi come il Qatar, gli Emirati Arabi, la Turchia, l'Arabia Saudita inviando continuamente dei veri e propri eserciti cosiddetti islamici, ma che in realtà servivano a portare guerra e portare disfacimento, far cadere il cosiddetto regime di Assad, perché comunque questo è un territorio ricco di risorse energetiche soprattutto e da lì deve passare un gasdotto che dovrebbe congiungersi poi alla Turchia. Assad aveva bloccato questo progetto, quindi questo è uno dei grandi motivi per cui c'è stata la guerra, solo uno dei grandi motivi, poi ce ne sono anche altri. Ora infatti la Turchia dice” adesso forse è venuto il momento in cui possiamo aprire questo gasdotto”››.

“A Viso scoperto” va in onda tutte le sere, dal lunedì al venerdì, alle 23.00, in replica il giorno successivo alle ore 11.00 escluso il sabato mattina. Contatti: avisoscoperto@radioroma.it