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Raimondo Vianello: il colosso della tivù italiana (VIDEO)

Raimondo Vianello: il colosso della tivù italiana (VIDEO)

Raimondo Vianello

Il personaggio del giorno: Raimondo Vianello

Attore, comico, sceneggiatore, conduttore televisivo, nonche padre fondatore della tivù italiana assieme a Corrado Mantoni e Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, nacque a Roma il 7 maggio 1922.

Giovinezza, esordi artistici e televisivi

Figlio di Guido Vianello, ufficiale di Marina, e Virginia Margherita Maria de’ Marchesi Accorretti, fu il cugino da parte di padre, del poeta futurista veneziano Alberto Vianello, a sua volta padre del cantante Edoardo e nonno del giornalista Andrea Vianello.

Dopo aver frequentato il Liceo Ginnasio Torquato Tasso di Roma nel quale, fra l’altro conobbe Vittorio Gassmann, decise di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza: conseguì la laurea ma non esercitò mai la professione forense. Nel 1945 poi, assieme al giornalista Enrico Ameri, il politico Mirko Tremaglia e gli attori Enrico Maria Salerno e Walter Chiari, venne detenuto dagli Alleati nel campo di Coltano, a seguito della sua adesione alla Repubblica Sociale Italiana. Fu inoltre dirigente del Centro Nazionale Sportivo Fiamma (nonchè atleta) e super appassionato di calcio.

I suoi esordi nel mondo artistico, sono da ricondursi in primis alla partecipazione nella rivista “Cantaciaro n2” di Giovannini e Garinei, in cui raggiunse un immenso successo. Intorno agli anni cinquanta finalmente, dopo il teatro di rivista, si dedicò al grande schermo accanto a personaggi di notevole spessore quali Virna Lisi, Totò e Ugo Tognazzi, a quei tempi già suo grande amico. Per quanto riguarda invece il teatro, lavorò con numerosi registi: tra questi anche Marcello Marchesi e Mario Mattoli.

Un due tre… tra satira e censura

Un due tre” con Ugo Tognazzi, si caratterizzò per quello che sarebbe poi diventato l’esempio indiscusso di satira televisiva, oltre ad essere il suo primo importante successo nell’universo della tivù. In quel periodo tra l’altro, vigeva una censura imponente: questo programma, per il suo genere, ricadeva inevitabilmente in guai censori che lo portarono ben presto alla chiusura definitiva, esattamente nel 25 giugno del 1959 quando il duo protagonista rappresentò sotto chiave satirica l’incidente della sera precedente alla Scala. Dettaglio non indifferente fu che quest’ultimo non venne riportato dai principali mezzi di comunicazione della stampa….

Il capo dello Stato italiano Giovanni Gronchi, a causa del tentativo di un gesto galante con una signora, cadde a terra per la sottrazione della sedia accanto al presidente della Repubblica Francese De Gaulle. Il duo ripeté la scena in televisione: Raimondo Vianello tolse la sedia a Tognazzi che cadde a terra e Vianello gli gridò: ‘Chi ti credi di essere?’. Tognazzi rispose: ‘Beh, presto o tardi, tutti possono cadere". Entrambi furono conseguentemente allontanati dalla Rai.

Un amore così grande

Il 1958 fu un anno rivelatore, per l’ormai punto di riferimento dello spettacolo italiano: conobbe infatti la soubrette milanese Sandra Mondaini, figlia del pittore Giacinto e con la quale iniziò a lavorare dapprima in teatro con “Sayonara Butterfly”, parodia dell’opera Pucciniana. A quell’epoca vivevano entrambi in una relazione stabile, ma una sera, durante una cena tra colleghi, lui le confessò di essersi preso una cotta per lei. “Su certe cose non si scherza” rispose la Mondaini freddandolo, e la cosa si chiuse lì, rimanendo un segreto fra i due. Al tempo stesso però decisero di chiudere i rispettivi fidanzamenti e non appena si rincontrarono, consapevoli di essere ormai liberi, scoppiò finalmente quell’amore forte, indissolubile eterno. “Casa Vianello” fu soltanto uno tra i numerosi capolavori a cui presero parte insieme. Raimondo la ammirava con orgoglio, soprattutto quando inventò il personaggio “Sbirulino”, di grandissimo successo…

Vianello: il colosso della tivù

Vianello, otto volte vincitore del Telegatto e una volta del Premio Regia Televisiva, aveva ormai conquistato il titolo del “Buon presentatore”, grazie alle sue immense capacità di trasmettere un’atmosfera calda, familiare ma al tempo stesso cordiale. Proprio come Corrado Mantoni e Mike Bongiorno, che da sempre in grado di entrare nelle case degli italiani. Morì il 15 aprile del 2010 all’età di 87 anni. La causa fu un blocco renale di undici giorni. Cinque mesi dopo, anche Sandra Mondaini decise di raggiungerlo per continuare a vivere il loro eterno amore.

Per i dieci anni dalla sua scomparsa, è stato stampato un francobollo in suo onore.