Sicurezza, la nuova aggressione a Don Coluccia riaccende i riflettori sui quartieri difficili di Roma
Ospite in collegamento: Marco Milani, segretario della “Sulpl”La nuova aggressione a Don Coluccia, domenica 6 ottobre al Quarticciolo, riaccende i fari sui “quartieri difficili” di Roma: quelle zone dove è estremamente complicato, se non impossibile talvolta, parlare di sicurezza e di legalità.
Il parroco aveva organizzato una nuova “passeggiata antispaccio”, iniziativa che mette in campo ormai da anni con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui pericoli degli stupefacenti. Si trovava al Quarticciolo, domenica 6 ottobre, quando una persona ha provato ad aggredirlo e da lì il caos: una sessantina di persone sono scese in strada e, vista la situazione, un agente della scorta del sacerdote ha sparato un colpo di pistola in aria. Alla fine, un 41enne è stato arrestato.
I quartieri difficili e la carenza di organico
"Ci sono quartieri oggettivamente difficili a Roma - ha sottolineato Marco Milani - zone dove diventa difficile ripristinare la legalità e la sicurezza. Sono temi non nuovi, la criminalità in certe zone di Roma c'è dagli anni '70, ma ciò che fa paura è l'intensificazione di certi fenomeni: si sta riaffacciando la violenza per il controllo del territorio con sparatorie e in qualche caso anche omicidi. Per le forze di polizia non è facile arrivare ovunque, considerando anche che c'è il problema cronico della carenza di organico: sono anni che chiediamo una riforma, bisogna intervenire".
Il 154° anniversario della fondazione del corpo di polizia locale
Ma oggi è anche una ricorrenza importante: il 10 ottobre di 154 anni fa veniva fondato il corpo di polizia locale di Roma Capitale: il Sindaco Roberto Gualtieri è intervenuto alle 11 alla cerimonia nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli e piazza del Campidoglio.
"Un traguardo importante che testimonia l'impegno del corpo da 154 anni - ha concluso Milani - il nostro lavoro è diventato senz'altro complesso negli anni, ma è anche sentito e apprezzato dalla cittadinanza. Torniamo, però, a ripetere l'importanza di un cambiamento strutturale, lo chiediamo con forza da anni".