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Tentata estorsione con metodo mafioso: 5 misure cautelari a Latina, Roma e Napoli

Minacciato per rivendere a prezzo di favore l’appartamento che si era aggiudicato all’asta. Una casa che doveva tornare ai proprietari originari tra i quali un uomo ritenuto vicino a clan camorristici di Napoli. Sono le basi dell’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso a cui dovranno rispondere 5 persone.

Tentata estorsione con metodo mafioso: 5 misure cautelari a Latina

La Polizia di Stato di Latina sta eseguendo cinque misure cautelari tra Latina Roma e Napoli nei confronti di altrettante persone: dalla custodia in carcere per quattro indagati sino al divieto di dimora per una quinta persona.

Le indagini sono state condotte dai poliziotti della Squadra Mobile con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma ed hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione di una serie di atti intimidatori che hanno visto come vittima un cittadino di Latina.

Intimidazioni per ricomprare l’immobile a un prezzo di favore

La vittima, dopo essersi aggiudicata all’asta un appartamento, avrebbe ricevuto numerose pressioni per il tramite di tre persone – tra le quali un esponente di una famiglia di etnia rom stanziale a Latina ed un soggetto ritenuto in passato organico a Cosa Nostra agrigentina. Intimidazioni per tentare di costringere la vittima a rivendere l’immobile ad un prezzo di favore ai vecchi proprietari, uno dei quali ritenuto vicino a clan camorristici della città di Napoli.

La denuncia della vittima

Secondo quanto si apprende le indagini sono partite dalla denuncia della vittima a ottobre 2023 che ha deciso di raccontare alle forze dell’ordine il tentativo di estorsione da parte del gruppo che pretendeva di acquistare da lui l’immobile ad un prezzo inferiore a quello di mercato. Un appartamento dove avevano vissuto una donna ed il compagno. Per riuscirci si sarebbero appoggiati ad un membro del clan Di Silvio. Motivo per cui è scattato l’aggravante del metodo mafioso.

Ritorsioni in caso di rifiuto

Le intimidazioni sarebbero iniziate a luglio 2023 ad opera di tre soggetti, uno dei quali ritenuto in passato organico a Cosa Nostra agrigentina. Nel corso di alcuni incontri – in occasione dei quali ci sarebbe stata l’opera di mediazione svolta da un esponente del clan Di Silvio – alla vittima sarebbe stato consigliato di vendere l’immobile ad un prezzo inferiore a quello di mercato ai precedenti proprietari, presentati come persone poco raccomandabili originarie di Napoli. In caso di rifiuto la vittima sarebbe stata esposta a non meglio specificate ritorsioni.

Niente appartamento? “12mila euro e la questione è chiusa”

Successivamente, le sarebbe stato comunicato che i precedenti proprietari non erano più interessati a rientrare in possesso dell’abitazione, ma pretendevano 12mila euro per considerare chiusa la questione. Ai suoi tentennamenti, l’esponente della famiglia di etnia rom avrebbe dunque affermato di non poter fare più nulla per aiutarlo, lamentandosi inoltre per la mancanza di rispetto subita e pretendendo, per ciò solo, il pagamento immediato di 2mila euro.

Arresti e perquisizioni tra Latina, Roma e Napoli

Un quadro indiziario rilevante quello delineato dall’attività di indagine svolta, che ha portato all’esecuzione di quattro misure di custodia in carcere e di un divieto di dimora, eseguite tra le città di Latina, Roma e Napoli. Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di perquisizione personale e locale nei confronti di tutti gli indagati e presso la sede legale e le unità locali di una società riconducibile a due di questi. Si ricorda che, essendo il procedimento nella fase delle indagini preliminari, vige la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.

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