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Premio Tenco, Piotta chiede ufficialmente accesso agli atti

Continua la polemica tra Piotta e gli organizzatori del Premio Tenco. Il cantante e rapper ha ora ufficialmente intrapreso le vie legali contro il premio e ha chiesto ufficialmente l’accesso agli atti. La polemica è divampata pochi giorni fa, quando Piotta ha annunciato sui propri canali social di essere stato escluso tra i finalisti del Premio Tenco, nonostante i tanti voti ricevuti.

Il motivo dell’esclusione – e il conseguente motivo della diatriba – è l’innesco dello stupore e della richiesta di spiegazioni da parte dell’artista, che si era presentato per la categoria ‘Album in dialetto’. E proprio il poco romano presente nell’album ‘Na notte infame avrebbe decretato la sua esclusione: “Pur avendo ricevuto tantissimi voti da molti dei giurati, che ringrazio uno per uno, ‘𝙽𝙰 𝙽𝙾𝚃𝚃𝙴 𝙸𝙽𝙵𝙰𝙼𝙴 non è dentro. Girano voci che questi voti non siano stati proprio presi in considerazione. Se fosse così mi chiedo: “come mai?”. Se il Club Tenco – Premio Tenco potesse darci la motivazione, darebbe prova di grande trasparenza, per rispetto di tutto il progetto -viste anche le motivazioni da cui nasce- e di tutti i giornalisti che votano”, ha scritto l’artista su Facebook.

Piotta-Premio Tenco, il cantante chiedo l’accesso agli atti

Pochi giorni dopo, lo stesso Piotta, sempre sui social, ha spiegato il motivo per cui sarebbe stato escluso: “Leggo con stupore che il sottoscritto Piotta, per anni imputato di troppa romanità da più parti, tanto da aggiungere spesso una Er in piu’, di colpo lo sarebbe invece…troppo poco. In pratica, secondo voi, il disco ‘Na Notte Infame non sarebbe romano neppure al 50%, pur avendo titolo, storie, citazioni, luoghi, quartieri, modi di dire, cadenza, calata, slang, rap, ospiti legati alla nostra città. Sono d’accordo con me i tanti giornalisti e critici che mi hanno votato, evidentemente non hanno colto neanche loro questa romanità al 49%, e con loro le tante realtà associative e culturali capitoline che mi stanno testimoniando affetto e vicinanza, scrivendo quanto questo progetto rappresenti l’anima dell’Urbe (in Italiano Urbe) nel 2024, con 4 milioni di persone di ogni dove e un dialetto spurio in continuo mutamento, anche se a qualcuno piace vederla ancora come quella dei tempi di Rugantino”.

Ora, il nuovo capitolo: Tommaso Zanello, conosciuto come Piotta nel mondo dell’arte, ha intrapreso un’azione legale contro l’organizzazione del Premio Tenco 2024. Attraverso i suoi avvocati, l’artista romano ha presentato una diffida formale al presidente del Premio, chiedendo di accedere agli atti e di sospendere l’assegnazione del premio per la categoria ‘Album in dialetto’. Piotta ha partecipato con il suo ultimo album ‘Na Notte Infame’, pubblicato nel 2024 da La Grande Onda. La candidatura dell’album nella categoria ‘Album in dialetto’ è stata accolta senza obiezioni dagli organizzatori. Tuttavia, sia l’artista che il suo staff sono rimasti sorpresi nel vedere che l’album non è stato incluso tra i finalisti.
La difesa sottolinea che non esiste una motivazione ragionevole per giustificare questa esclusione, che appare “irragionevole, pretestuosa e anche incongrua da un punto di vista artistico”. L’album ‘Na Notte Infame’, scrivono gli avvocati, “è oggettivamente interpretato in dialetto romano”, e questo “non solo per nostro parere ma per quello di varie istituzioni e associazioni culturali” e da esperti del settore, tra cui l’Assessorato alla Cultura Municipio Roma III, l’Associazione Culturale Lando Fiorini, e vari professori di linguistica e musica.

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