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Roma, corsi per detenuti Rebibbia: in arrivo formazione per l’utilizzo delle “compostiere”

Partono da Rebibbia i corsi di formazione per far diventare i detenuti, tecnici specializzati in macchinari per il compostaggio con tanto di qualifica professionale. Riuscendo così a valorizzare le competenze delle persone che si trovano negli istituti di pena del territorio metropolitano e agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), Città Metropolitana di Roma Capitale, il Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale ed Ama presentato oggi in Campidoglio.

Roma, corsi per detenuti Rebibbia: in arrivo formazione per l’utilizzo delle “compostiere”

Un primo percorso di formazione in apprendistato, rivolto ai detenuti di Rebibbia è stato progettato con Ama. I corsi che partiranno entro il Giubileo, prevedono un anno di teoria all’interno del carcere e dal secondo anno una formazione pratica in azienda. I detenuti saranno formati per per l’utilizzo delle compostiere, ovvero le macchine di trasformazione dei rifiuti organici in compost. Al termine del percorso, 4 anni, sarà rilasciata una qualifica professionale, indispensabile e necessaria nei diversi impianti di Ama.

Polo Pubblico della Formazione

Si è costituito inoltre un “Polo Pubblico della Formazione”, con cui la Città Metropolitana e Roma Capitale intendono promuovere la realizzazione di progetti di formazione finalizzati alla stipula di contratti di lavoro in apprendistato, in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e con l’Ama.

I percorsi formativi avranno sistema duale, basato sull’alternarsi di momenti formativi “in aula” e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi”, favorendo così politiche di transizione tra il mondo carcerario e il mondo del lavoro, prevedendo – per i detenuti inseriti nel programma e considerati idonei dal DAP – un’equa retribuzione per il lavoro svolto.

Il “Polo Pubblico della Formazione” rientra nel progetto “Fratelli Tutti”, illustrato dal sindaco Gualtieri a Papa Francesco, in occasione della visita del Santo Padre in Campidoglio lo scorso 10 giugno.

Gualtieri: “Fare formazione su tecnologie che servono alla società per uno sbocco lavorativo certo”

“Oggi presentiamo un progetto molto importante e bello” ha detto il sindaco di Roma e città metropolitana Roberto Gualtieri. “Un progetto donato al Papa, di formazione professionale rivolto ai detenuti di Rebibbia che grazie ad Ama si formeranno come tecnici del compostaggio. Una competenza di cui abbiamo bisogno e di cui ha bisogno la stessa Rebibbia visto che produce 3.050 tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati. Un modello di una vera formazione professionale rivolto alle competenze richieste della società e dell’economia e al tempo stesso un percorso concreto professionalizzante per i giovani, a partire dalle persone più disagiate. La filosofia è fare la formazione su tecnologie che servono alla società per uno sbocco lavorativo certo”.

Dall’aula alla pratica con contratto di apprendistato retribuito

Per il consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale, delegato ad Edilizia Scolastica, Impianti Sportivi e Politiche della Formazione Daniele Parrucci, la formazione professionale negli istituti penitenziari, può dare ai detenuti “una speranza rinnovata, perché una nuova strada è possibile. Dopo un anno di teoria in aula, è prevista anche la possibilità di fare pratica nelle sedi di Ama, con un contratto di apprendistato retribuito. La Città Metropolitana di Roma sta acquisendo un know-how importante sulla formazione e con questo progetto ampliamo ancora di più il nostro raggio d’azione”.

“In un momento in cui sovraffollamento e suicidi sono un’emergenza nazionale, ideare un progetto con una visione così complessiva è ancora più importante” spiega Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale.

“Portare formazione professionale dentro gli istituti, garantendo alle persone detenute una certificazione e una professione richiesta dal mercato, è quanto più necessario e sono orgogliosa di aver lavorato in questi mesi affinché ciò avvenisse”.

Percorso di recupero e reinserimento nella società

“Siamo orgogliosi di dare il nostro contributo a questo importante progetto volto a dare una nuova opportunità e prospettive future a chi si sta impegnando in un percorso di recupero e reinserimento nella società – sottolinea il presidente di Ama Bruno Manzi – L’obiettivo è quello di trasmettere competenze professionali specifiche a queste persone, in particolare in ambito tecnico, meccanico e meccatronico, e consentire così l’inizio, una volta fuori dalle mura dell’istituto penitenziario, un nuovo percorso di vita che restituisca dignità e fiducia anche attraverso il lavoro”.

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