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Speciale – New Space Economy Expoforum, in rampa di lancio la 6° edizione dell’evento

Promuovere e sviluppare la nuova “Economia dello Spazio”. E’ la sfida della sesta edizione del New Space Economy Expoforum – l’appuntamento annuale che si svolgerà dal 14 al 16 dicembre prossimo presso la Nuova Fiera di Roma – presentato nei giorni scorsi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) con la partecipazione del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente, della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, del consigliere diplomatico del Ministro Urso, Mario Cospito, del Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese e Mercato e Tutela Amedeo Teti, del presidente Commissione Internazionalizzazione dell’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane Pietro Piccinetti e dell’amministratore unico di Fiera di Roma Fabio Casasoli.

L’Italia è tra le nazioni leader a livello mondiale nel settore spaziale, con un’offerta industriale che va dai lanciatori ai satelliti, dalle infrastrutture orbitanti ai servizi di terra, e che dispone di una rete universitaria e di ricerca di assoluta eccellenza. Un ruolo da protagonista che deve essere rilanciato per far diventare la Space Economy un pilastro per lo sviluppo del Paese.

Soprattutto in termini economici, con risorse finanziarie messe a disposizione per l’intera filiera che raggiungeranno non a caso circa 7.3 miliardi di Euro entro il 2026, inclusi contributi a Esa, Asi, fondi Pnrr e fondi europei. E con la prima legge italiana organica sullo Spazio che – come recentemente ha spiegato il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso – “regolamenterà, non solo una serie di punti importanti, come la responsabilità da danni causati da incidenti in orbita, ma stabilirà anche il sistema di autorizzazioni delle attività spaziali per gli operatori privati, prevedendo i requisiti di capacità tecnica e professionale e una valutazione preventiva del rischio connesso all’attività autorizzata, che si affiancherà a un sistema di vigilanza continua delle attività spaziali nazionali”.

New Space Economy Expoforum, lo Speciale sulla 6° edizione dell’evento

Non poteva dunque che iniziare proprio dalla prima nuova norma di settore lo Speciale di Simone Massetti, direttore responsabile di RadioRoma.it, sul “New Space Economy Expoforum”. “Il ministro Urso, che è anche autorità delegata dal presidente del Consiglio per le politiche aerospaziali, ha sin dallo scorso anno ipotizzato di varare una legge organica nazionale sullo Spazio che sarebbe la prima per quanto riguarda il nostro Paese, ma una anche delle prime a livello europeo” ha spiegato ai microfoni di Radio Roma il consigliere diplomatico del ministro Urso, Mario Cospito.

“Il settore spaziale ha assunto sempre più importanza coinvolgendo soggetti pubblici ovviamente, ma anche soggetti privati sull’esempio di quello che stanno facendo altri grandi Paesi a cominciare dagli Stati Uniti. La legge quindi – ha aggiunto il consigliere diplomatico del Ministro Urso – sarà regolatoria delle iniziative che si svolgeranno a livello spaziale entrando anche su aspetti come la responsabilità dei soggetti che si impegnano nello Spazio, responsabilità che peraltro è già prevista da alcuni accordi internazionali, ma anche regolando la messa in orbita di oggetti e l’utilizzo di questi oggetti. In modo tale che il settore venga regolamentato e tutti i soggetti che sono importantissimi per questa nostra filiera industriale italiana sappiano cosa fare ed anche sappiano quali sono i rischi cui si va incontro e quindi si tutelino adeguatamente”.

L’eccellenza italiana nella Space Economy è stata poi sottolineata dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Teodoro Valente: “La storia dell’Italia nello Spazio ha una lunghissima tradizione, capacità e competenze di ricerca, accademiche, industriali e tecnologiche, di assoluto primo livello”. In merito ai rapporti con l’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, Valente ha inoltre spiegato che “l’Asi lavora side by side con l’Esa per quanto attiene alle missioni relative all’osservazione della terra, all’esplorazione robotica, all’esplorazione umana, alle telecomunicazioni, alla navigazione. Siamo tra l’altro sostanzialmente alla pari della Francia, secondo paese contributore in termini di sottoscrizioni, e primo paese in Europa ad avere sottoscritto, in termini di volume, i cosiddetti programmi opzionali dell’Esa. Quindi il nostro ruolo è un ruolo importante: da un lato perché giustamente c’è un supporto pubblico e dall’altro perché le nostre aziende e le nostre università e i nostri centri di ricerca sono bravi”.

Quest’anno, peraltro, si celebrano i 60 anni del lancio del primo satellite italiano, terzo paese al mondo dopo Stati Uniti e Russia. “Con il lancio del San Marco nel 1964 l’Italia ha messo in orbita un satellite grazie alla lungimiranza, alle capacità e alle attività del professor Broglio cui è tuttora dedicata la nostra base di Malindi sulla quale noi stiamo lavorando molto per potenziare e rilanciarne le attività, anche nell’ambito dell’accordo intergovernativo esistente tra Italia e Kenya. In questo momento siamo realizzando insieme ai colleghi dell’agenzia spaziale del Kenya un centro regionale per l’osservazione della terra con un nodo a Malindi e con un nodo a Nairobi, su finanziamenti italiani. Stiamo realizzando un edificio nuovo all’interno della base che ospiterà la scuola internazionale di formazione: quindi è aperta a tutti i ricercatori provenienti dal continente africano. Stiamo realizzando un laboratorio per la costruzione di cubesat, cioè di piccoli satelliti che sono spesso e volentieri il primo punto di una collaborazione attiva tra il mondo della ricerca e il mondo delle industrie”.

“La Space Economy è la terza dimensione del commercio: il commercio non è soltanto fra Paesi ma un domani sarà anche con lo Spazio, con l’Universo”. Una spiegazione, questa, avuta anni fa a Washington presso il dipartimento del Commercio, dove c’era già un ufficio con più di cento persone che si occupava di Space Economy, e che fece intuire al Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese e Mercato e Tutela Amedeo Teti “che la dimensione civile della dello Spazio ha una grande importanza. Infatti una volta che avremo messo in piedi le nuove costellazioni che osservano la terra o scambiano dati avremmo molto più lavoro per le nostre imprese, per il nostro made in Italy. L’industria dello Spazio, i servizi dello Spazio, saranno sicuramente qualcosa che potenzialmente darà molto valore aggiunto all’economia del Paese”.

Per lo sviluppo della New Space Economy per i prossimi anni, Teti sottolinea quindi che si tratta di “settori a molto valore aggiunto rispetto a quelli più tradizionali”, per poi aggiungere “ci sarà un grande interesse non soltanto delle nostre imprese, ma anche delle imprese estere a venire a investire qui se il nostro ambiente sarà favorevole”.  E poiché il New Space Economy Expoforum torna ancora una volta per la sesta edizione alla Nuova Fiera di Roma, ciò rappresenta un impegno per “valorizzare le imprese del territorio, ed essendo l’impresa aerospaziale una punta di diamante del sistema economico del Paese abbiamo sempre creduto in questo evento consentendo a chi fa parte di questo settore di mettere di mettersi luce, di dimostrare il proprio valore” ha dichiarato in proposito l’amministratore unico di Fiera di Roma Fabio Casasoli.

“Uno dei più grandi distretti industriali in Italia dello Spazio è nel Lazio” ha inoltre specificato il presidente Commissione Internazionalizzazione dell’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane (Aefi) Pietro Piccinetti. “Noi siamo da sempre sviluppatori delle delle parti socio economiche dei territori. Oggi le Fiere italiane – ha quindi aggiunto – fanno parte con grande orgoglio e grande capacità della piattaforma industriale italiana. Siamo una piattaforma incredibile per sviluppare il business italiano delle imprese: l’export del 50% delle piccole e medie aziende passa infatti dalle Fiere”.

Il Lazio, infine, è una delle principali regioni italiane dove la New Space Economy trova sviluppo e coerenza. “Il Lazio va fortissimo nel settore dell’aerospazio – spiega la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli – 300 imprese grandi ma anche medie e piccole, 23.000 addetti, un fatturato di oltre 5 miliardi di Euro, un export che vale oltre un miliardo e 600 mila Euro. Tutta la filiera al completo. La regione Lazio è certamente molto competitiva, ma deve fare ancora di più. Le istituzioni sono al fianco del settore e dobbiamo mettere le risorse a fattor comune e lavorare molto, ancora di più, sia sull’internazionalizzazione e per aprire un forum di confronto con le imprese, sia sulla formazione e sulle competenze”.

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