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Roma, De Rossi presenta il derby: “Servirà lucidità. Gli attaccanti stanno bene”

Il tecnico giallorosso ha presentato il derby di sabato contro la Lazio.

De Rossi: “C’è qualcosa di diverso specie per noi che abbiamo in questo periodo un record negativo nei derby”

Daniele De Rossi, tecnico dei giallorossi, presenta il derby di sabato pomeriggio, il primo da allenatore.

Nell’unicità di questa sfida, come sta approcciando la squadra e come cambia da allenatore?

“Cambia, onestamente cambia. Devo dire che con gli anni ero diventato bravo a gestirla, al di là del ruolo, l’età ti dà un vantaggio. Io mi sento tranquillo nell’affrontare una gara così bella, i ragazzi la stanno approcciando bene, sono sereni. Cerchiamo di dare equilibrio e caricarla al punto giusto, senza andare oltre per non disperdere energie”.

C’è un derby da calciatore che ti è rimasto dentro?

“Sono tanti, notti fantastiche e notti meno belle. Se giochi 20 anni in un posto non puoi ricordare però solo cose belle. Tendo a pensare al primo, quello in cui sono subentrato quando Mancini ha fatto il gol di tacco, a fine partite pensavo di essere l’uomo più felice del mondo, avevo 20 anni e non lo dimentichi. Ne ho giocati tanti, ma ricordo con piacere il fatto che nei primi anni lo soffrivo, ma poi ho iniziato a giocarli qualche anno dopo…”

È una partita che si prepara più sulla testa o sulle gambe?

“Devi preparare tutto, devi preparare una partita normale sapendo che è un match che si porta uno stress diverso rispetto ad un Roma-Sassuolo. C’è qualcosa di diverso specie per noi che abbiamo in questo periodo un record negativo nei derby. C’è una voglia di rivalsa ma senza andare oltre, perché è una partita di calcio contro una squadra forte. Dobbiamo restare lucidi”.

Solo un gol nelle ultime tre partite, dipende da Dybala? Come stanno gli attaccanti?

“Penso che con il Lecce è stata una delle peggiori partite ma abbiamo comunque creato occasioni da gol clamorose. Non abbiamo sviluppato alcune situazioni al limite dell’area. Può succedere, ma non penso ci siano problemi con gli attaccanti. Stanno tutti bene, tranne Azmoun, e sono molto fiducioso. Non si fa gol con un reparto ma da squadra, continueremo a giocare attaccando in undici. Abraham convocato? Vediamo, per quel che vedo è a posto, ma aspetto direttive dei medici, vanno rispettate”.

Nella pausa nazionali la società s’è fatta sentire per parlare della Roma?

“Sì, si sono fatti sentire. La pausa per le nazionali è servita per far quadrare i conti sul futuro più importante per noi che è quello dei prossimi due mesi”.

Che Lazio si aspetta? L’assenza di Zaccagni può influire sulle scelte?

“È sicuro che non gioca Zaccagni? Io non so, non possiamo fare speculazioni su giocatori che magari poi stringono i denti e sono in campo comunque. Tudor non ha iniziato due partite fa ad allenare, non troveremo una squadra che giocherà per 90′ come a Verona, ci vorrà tempo per arrivarci, ma ipotesi vere e proprie non possiamo farne perché abbiamo visto veramente poco finora. A volte cambi in base all’avversario e prepari la partita in base a quelle caratteristiche, ma non ci stravolgiamo per questo se non ci sono calciatori unici”.

“Siamo entrambi subentrati e senza tantissimo tempo, allenamenti ne abbiamo fatti pochi, lui meno di me. Ho stima di Igor, è un allenatore importante, ha un’idea precisa sulla corrente di Gasperini. È uno intelligente, sa adattarsi alla squadra che ha trovato, è sicuramente uno che stimo e con cui ho un buon rapporto”.

L’approccio alla gara può essere fondamentale? 

“Abbiamo parlato di questo, ma credo siano più i discorsi tattici da affrontare. All’inizio mi dicevate che nel secondo tempo la Roma calava…a parte gli scherzi, vanno affrontate determinate cose, vanno fatti discorsi di partita in partita, so quali sono i problemi che abbiamo affrontato, ma stiamo parlando di Serie A: sapendo da dove arrivavamo, andare a passeggiare a Lecce, col Torino ecc… non è facile. Forse non ci riesce neppure l’Inter, penso che sia normale soffrire un tempo a Firenze, l’Atalanta è una squadra incredibile e guardate che fatica ha fatto l’altra sera. Il Lecce sembra a voi una piccola ma è difficile andarci a giocare per diverse ragioni che messi insieme ti portano a soffrire”.

 

 

Che tipo di approccio hai con gli arbitri da allenatore? Avete una strategia come società?

“Io penso che non ho una strategia, ma una gestione: non posso allenare gli arbitri. Gli allenatori non vogliono la decisione giusta, ma la decisione a favore. Per me a Lecce abbiamo subito un danno, ma bisogna sempre analizzare. Se si fa un discorso sano, e io penso di essere uno che riesce a fare un discorso sano senza farmi annebbiare, penso di poter parlare con loro, cerco di guardare l’evidenza e protestare quando è tale, ma lì mi fermo. Anche con la società ne parliamo quotidianamente, ovvio che prendiamo posizione ma un episodio come Lecce non è che si ripete ogni settimana, non sono preoccupato per questo. Mi preoccupa di più la gestione del regolamento, dovrebbero “usarci” come cavie, nessuno al mondo può capire un contatto, un fallo come i giocatori. Gli ex giocatori dovrebbero essere coinvolti per stilare un regolamento che non abbia zone d’ombra. Spesso ci sono controsensi pericolosi”.

I big come Dybala si gestiscono o bisogna stringere i denti?

“Nei primi due mesi, a parte chi rientrava dagli infortuni non ho mai gestito. Per il resto, lo stesso Dybala l’ho spremuto abbastanza. Ovvio che la gestione va fatta prima della partita, negli allenamenti. Durante il recupero atletico dobbiamo evitare di fare del minutaggio da 90′ per più partite consecutive. Ma loro conoscono i loro corpi, non dobbiamo incappare in nuovi infortuni, abbiamo fiducia nei giocatori che scendono in campo al posto loro”.

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