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The Passenger – La comunità Russa

La comunità russa è stata fin qui la più difficile da raccontare per Andrea Candelaresi che nel suo reportage si è dovuto scontrare con una russofobia dilagante. Quando si è recato in varie strutture frequentate dai russi residenti in Italia è stato spesso rimbalzato poiché a loro detta sono stati vittime di dichiarazione travisate da parte di altri giornalisti e, per questo, ora reputano dannoso parlare con la stampa.

Cerchiamo allora di analizzare da dove proviene tale russofobia e a chi fa comodo, piccolo spoiler: non certamente ai russi, ma neanche agli italiani, più in generale è una situazione gravosa sul popolo, indipendente dalla nazionalità e dall’etnia, ma comunque separato dalle istituzioni.

Dunque facciamo chiarezza sulla storia della Russia con Paolo Battaglia che ci fa una ricca infarinatura sulla storia più recente di Mosca e dintorni. Dalla caduta dell’Urss fino alle ultime mosse di Putin, la Federazione Russa è stata probabilmente la più cangiante dell’Eurasia.

Passiamo poi a Leonardo Zolovkin che in questa avventura russa ha fatto da Cicerone avendo lui origini russe pur essendo nato a Roma. Lo stesso Zolovkin ci spiega come la russofobia ha inciso sulla vita sua e della sua famiglia e perché ciò sia inutile oltre che pericoloso.

Passiamo poi agli italiani che vivono nella capitale russa, dalla studentessa Camilla Trogu, che ci racconta il mondo universitario russo, fino a professori come Vincent Ligorio che ci dà anche una panoramica sulla vita in una Russia sotto sanzioni economiche dell’occidente.

A proposito di sanzioni, non poteva mancare il contributo di Mario Tessitore, avvocato italiano che lavora a Mosca e che ci spiega come la russofobia istituzionale stia impattando negativamente anche sugli italiani che vivono in Russia. Non solo, ci spiega anche come combattere la russofobia, ovvero con la cultura e la giusta dose di informazione.

A proposito di informazione, calcoliamo i danni della stampa che spesso con intenzionalità racconta in maniera distorta ciò che accade in Russia dimenticandosi del popolo del Donbass. Ne parliamo con un esperto di tale tematica come Vincenzo Lorusso, giornalista freelance spesso ammutolito dal mainstream, ma che continua a vivere e a raccontare il Donbass.

Non manca infine lo spazio per Moreno Pasquinelli del Fronte del Dissenso, un nuovo movimento italiano che mira a trovare efficacemente la pace tra i popoli facendo luce sulle storture del sistema mediatico e politico occidentale. Importante anche l’intervento di Amedeo Avondet di Italia Unita che ci racconta la sua esperienza da italiano che lavora ormai da anni all’integrazione tra il nostro Paese e quello russo.

Vincenzo Lorusso che racconta la comunità russa in Donbass

Il 2 giugno 2023 il giornalista Andrea Lucidi, che ha girato numerosi reportage insieme a Vincenzo Lorusso, pubblicava questo post:

Qualche giorno fa sono stato inserito nella Kill-List dei servizi di sicurezza ucraini “Mirotvoretz“. Come italiano non posso fare a meno di ricordare che su questa lista era stato inserito anche Andrea Rocchelli, ucciso dall’esercito di Kiev nel 2014, la cui foto è ancora presente in questo database con sopra scritto “liquidato“.

Secondo il centro Mirotvoretz io sarei colpevole di diffusione di propaganda russa, supporto dell’invasione dell’Ucraina e udite udite, “partecipazione ai crimini russi contro il governo di Kiev ed il popolo ucraino“.

Gli stessi servizi ucraini hanno pubblicato oggi un articolo che mi riguarda (https://spravdi.gov.ua/…/hanged-uoc-priest-and-burned…/) tramite il sito del “Centro di informazione strategica” controllato dal ministero ucraino per la cultura e le politiche dell’informazione.

E’ evidente che il mio lavoro sta dando fastidio ai servizi di Kiev. Per quanto mi riguarda continuerò a fare quello che sto facendo: mostrare a tutti voi quello che succede in Donbass, come lo vedo io, senza filtri e senza manipolazioni. Forse è questa la cosa che da più fastidio a chi ha deciso di includermi in questa kill-list.