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I DPCM? Per un giudice erano illegittimi: indennizzi ad un ristoratore – IL SERVIZIO

Qui la copertina che introduce al tema della puntata di Extra del 4 Ottobre 2023: “Covid, i DPCM? Per un giudice erano illegittimi: indennizzi ad un ristoratore.

Dpcm che scandivano il tempo

“Nel periodo più buio della pandemia, quando le giornate scorrevano scandite dai bollettini e le libertà individuali venivano subordinate a tamponi e green pass, c’era chi contestava apertamente le misure introdotte contro il Covid dai governi attraverso i D.P.C.M., acronimo ormai celeberrimo che indica i provvedimenti emanati direttamente e con carattere d’urgenza: i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

La chiusura degli uffici e delle attività commerciali così come il divieto di uscire di casa decretato per ragioni sanitarie veniva criticato più o meno apertamente da giuristi, qualche medico e uomo di scienza, e da molte categorie economiche penalizzate dai lockdown. Ma all’epoca, complice la psicosi per il virus e un clima politico e mediatico che metteva a tacere ogni voce critica sulle modalità con cui veniva affrontata la pandemia, chi era contrario e definitiva i provvedimenti illegittimi e incostituzionali veniva sanzionato e la sua protesta messa a tacere.”

La sentenza

“Passata la pandemia il silenzio è calato sulla questione ma nel frattempo chi aveva subito quei provvedimenti si era rivolto ai tribunali e oggi, anche se lentamente per le lungaggini del sistema giudiziario, qualche processo sta arrivando a sentenza e sembra avvallare proprio quelle critiche che all’epoca venivano bollate come infondate: clamorosa in tal senso è la sentenza che riguarda il titolare di un ristorante fiorentino, che nel novembre 2020 violò uno dei D.P.C.M. per aver consegnato una pizza 25 minuti dopo il coprifuoco: l’uomo pagò una multa di 800 euro ma dovette chiudere il locale per un mese.

A distanza di oltre 3 anni la sentenza del Giudice di Firenze potrebbe rappresentare un importante precedente perché di fatto assesta un duro colpo ad un provvedimento amministrativo che, in sostanza, appare troppo debole sul piano normativo per giustificare misure cosi drastiche come quelle introdotte con il lockdown: nelle pagine della sentenza il giudice evidenzia come, sul piano più strettamente normativo, anche il parlamento avrebbe dovuto essere coinvolto mentre, sul piano scientifico, mancavano elementi attendibili per giustificare le misure introdotte a fronte generici allarmi visto che anche i dati ufficiali sulla circolazione del virus erano secretati…”

Per rivedere la puntata integrale clicca qui: PUNTATA EXTRA su YouTube.