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Lazio, Sarri: “Se continuano a fare i calendari così sto pensando di cambiare”

Lazio-Roma Mourinho: un pareggino
Lazio-Roma Mourinho: un pareggino

La Lazio affronta questa sera, in Scozia, il Celtic Glasgow, partita valida per la seconda giornata di Champions League. Dopo il pareggio in extremis contro l’Atletico Madrid, firmato da Provedel, la squadra di Sarri cerca i tre punti per avvicinare la qualificazione agli ottavi di finale.

Nella consueta conferenza pre-gara, iniziata con ritardo a causa di controlli lunghissimi in aeroporto, mister Sarri è apparso contrariato dalle voci emerse sul conto nelle ultime ore, compresa quella che vorrebbe Tudor come suo possibile sostituto in caso di addio.

Celtic-Lazio, le parole di Sarri

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In conferenza stampa, Sarri ha presentato la gara di domani: “Non è una partita fisica. È la meno fisica di tutto il gruppo. Se per fisica si intende di squadra molto dinamica e che gioca con tanta intensità sì, ma fisica dal punto di vista dell’impatto no”, riporta Lalaziosiamonoi.it.

E ancora: “Qui siamo in Champions, non ci dobbiamo riscattare di niente per essere competitivi fino in fondo. Non ci sono da ricercare altre motivazioni. La Champions è la competizione più importante, ci possiamo giocare il passaggio del turno”.

Il germe dello scorso anno: “No, oggi all’interno del gruppo c’è un bel clima. Questo ci fa essere fiduciosi, ma al tempo stesso non riusciamo a capire che cosa possa essere successo”.

Sulla necessità di ritrovare maggiore fluidità offensiva: “Il problema sono i gol fatti e subiti. Guardando i numeri delle nostre partite sono spesso in equilibrio, però facciamo poco male nei momenti in cui abbiamo in mano la partita e subiamo quando la perdiamo di mano. Il problema in questo momento è duplice, non possiamo gettare la croce addosso solo al reparto offensivo”.

Infine, sul calendario troppo fitto di gare: “Se continuano a fare i calendari così sto pensando di cambiare, nel senso che voglio smettere. Questo non è più un calcio che mi diverte. Mi sveglio la mattina e non guardo più con chi giochiamo dopo 60 ore, è un delirio che non mi appartiene. In questo periodo facciamo diversi cambi di partita in partita, ma non ho deciso chi giocherà domani”.