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Giornata Mondiale dell’endometriosi, Rocca: “Lavoreremo per giungere ad una diagnosi sempre più precoce”

Porre l’attenzione su una malattia fortemente invalidante per le circa 3 milioni di donne italiane che ne soffrono, questo l’obiettivo della Giornata Mondiale dell’endometriosi che si celebra oggi, 28 marzo. Un appuntamento importante del quale ha parlato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, assicurando che lavoreranno per raggiungere una diagnosi sempre più veloce.

Ha scritto Rocca: “La Giornata Mondiale dell’endometriosi vuole porre l’attenzione su una malattia fortemente invalidante per le circa 3 milioni di donne italiane che ne soffrono. Questa patologia, che colpisce le donne in età fertile a partire dall’adolescenza, ha un alto impatto sulla qualità della vita di chi ne soffre e può essere causa di sub-fertilità o di infertilità (nel 30-40% dei casi). Tuttavia ancora si investe troppo poco nella ricerca e nella cura”.

Ha aggiunto il presidente della Regione Lazio: “Per questi motivi le terapie per l’endometriosi finalmente sono state inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, riconoscendo così il diritto all’esenzione per alcune prestazioni specialistiche”.
Ha concluso: “La Regione Lazio e l’Assessorato alla Salute lavoreranno per giungere ad una diagnosi sempre più precoce, offrendo alle donne tutte quelle cure specialistiche che ne allevino, il più possibile, le sofferenze”.

Cos’è l’endometriosi?

Cos’è l’endometriosi? Lo spiega il ministero della Salute: “L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.
Gli studi istologici hanno evidenziato che l’endometrio nella endometriosi è simile all’endometrio normale. È caratterizzato dalla presenza di recettori ormonali, come l’endometrio normale, ma ha un’alta capacità di adesività che gli permette di aderire a strutture extrauterine, come le sedi in cui l’endometriosi si sviluppa. Sebbene sia ritenuta una patologia dell’età riproduttiva, sono descritti rari casi di endometriosi anche in postmenopausa, soprattutto in donne che stiano assumendo trattamenti ormonali sostitutivi.

In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in età riproduttiva; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni.

Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna”.

G.