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Piano rifiuti Roma, Codacons: “Dalla tragedia siamo alla farsa”

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Roma ha il suo nuovo piano rifiuti. Lo ha presentato ieri il sindaco Roberto Gualtieri, che ha annunciato la partenza il prossimo 15 ottobre. In attesa della realizzazione del termovalorizzatore, la Capitale si doterà di cinque nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti e per il potenziamento della raccolta differenziata per far arrivare Roma al 65% entro il 2030.

Un piano che non tutti hanno apprezzato. Il Codacons, ad esempio, lo ha definito una “farsa”. L’associazione dei consumatori ha commentato così il piano del Comune in una nota: “Ormai i cittadini romani hanno fatto l’abitudine a scadenze, promesse, progetti a lunghissimo termine per fare ciò che dovrebbe essere normale, per ogni amministrazione, fare: restituire il giusto decoro alla Città Eterna”.

Si legge ancora: “Ma l’ultimo incredibile termine indicato dal sindaco Gualtieri per ridurre i rifiuti a Roma – posto a metà ottobre, assai più in là della fine dell’estate – rappresenta una vetta mai raggiunta. Un passaggio dalla tragedia (la condizione della capitale) alla farsa (la soluzione al problema, che si allontana sempre più nel tempo), l’ennesimo capitolo di un film surreale che i cittadini, davvero, non vorrebbero più vedere”.

Il Codacons, annuncia, sta preparando una class action da presentare al Tar. Intanto elenca i motivi del dissenso: “Prima l’emergenza che doveva rientrare a Natale, poi l’incendio al Tmb di Malagrotta, poi le promesse (domenica 24 luglio) sul rientro alla normalità “da mercoledì”. Adesso l’ennesimo termine distante e fumoso. Mentre Ama parla di “adeguate condizioni di decoro in città”, la realtà – in piena estate, quando il rischio sanitario è massimo – dice l’esatto opposto: le associazioni e i presidenti dei municipi hanno lanciato nuovamente l’allarme, soprattutto sullo spazzamento dei cumuli di rifiuti a terra intorno ai cassonetti. E i cittadini per settimane hanno denunciato una crescita della quantità di spazzatura che non viene raccolta da strade e marciapiedi, con tonnellate di rifiuti che rimangono giorni a marcire sotto il sole cocente, attirando cinghiali, topi, insetti e volatili”

Conclude l’associazione: “Insomma: rimandando tutto a dopo l’estate il potenziale rischio igienico e sanitario per i cittadini, soprattutto per chi vive ai piani bassi, rimane. Gli utenti continuano a pagare una tassa per un servizio che non viene reso, o viene reso in modo discontinuo. Mentre Roma affonda nella spazzatura, per i cittadini rimangono solo rinvii e promesse al vento”.

G.