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Lazio, Sarri: “Qui sto bene, mi diverto. Mourinho? Mi sta simpatico, ma siamo troppo differenti”

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Con i giornalisti parla poco, ma quando lo fa non è mai banale. Ad Auronzo di Cadore ha preferito concentrarsi sul campo, le parole le ha lasciate agli altri. Oggi Maurizio Sarri è tornato a raccontarsi in un’intervista rilascia al Corriere dello Sport. E una delle prime risposte spiazza subito. Il giocatore che più di tutti ha capito il suo calcio?

L’allenatore della Lazio risponde così: “Raul Albiol, difensore di livello superiore. In pochissimo tempo capì tutto, al punto che io potevo starmene a casa. L’allenamento avrebbe potuto dirigerlo lui”. Se il difensore spagnolo è stato l’apice, Sarri ha qualche rimpianto su Ronaldo, che ha allenato l’anno dell’ultimo scudetto bianconero.

“Ho il rimpianto di non averlo potuto allenare da giovane – racconta Sarri. – L’ho trovato che era già diventato un’icona mondiale. Con me segnò 33 gol in campionato, ma non è mai facile convincere un campione con quei fatturati a cambiare percorso. A me piace un calcio in cui tutti si mettono al servizio del collettivo”. Su Spalletti: “Il suo Napoli ha giocato il calcio che avevo in mente io”.

Sarri parla di Mourinho

Su Mourinho dice: “Mi sta simpatico. Ma le differenze tra di noi dipendono in prevalenza dalle origini: io sono partito dai Dilettanti, lui da Barcellona. Tra Stia (comune toscano in provincia di Arezzo, ndr) e Barcellona c’è un bel c**zo di differenza”.

In chiusura Sarri parla della sua esperienza alla Lazio: “Qui sto bene, mi piace l’ambiente e ho la possibilità di esprimermi e divertirmi. Mi piace anche la gente laziale: da fuori mi ero fatto un’idea completamente sbagliata. Lotito? Ha preso la Lazio che era un disastro e la sta tenendo costantemente tra le prime cinque, sei. Avrà mille altri difetti, ma è di un’intelligenza rara”, conclude.

G.