Calcio, 52 atleti positivi al Covid in serie A. Caccia ai no vax (anche di Roma e Lazio?)

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Tutto il calcio è paese e anche nel campionato di Serie A c’è chi non vuole vaccinarsi. Il caso è esploso nei giorni scorsi dopo che da Trigoria era trapelata la notizia che mister Mourinho aveva cercato di convincere un giocatore della Roma contrario alla vaccinazione: dell’atleta non si sa nulla ma la vicenda è presto diventata un boccone prelibato per i media nazionali.

Positivi al tampone 52 calciatori: campionato a rischio?
In casa giallorossa, ovviamente, si fa quadrato attorno al calciatore, nell’interesse dell’atleta e della serenità della squadra ma il toto-nome già impazza: in un paese in cui “Sei vaccinato?” è diventata la domanda preferita per rompere il ghiaccio, l’aver scoperto che una stella del calcio abbia scelto di non sottoporsi al rito collettivo dell’inoculazione ha aizzato l’immancabile ridda di nomi ed ipotesi per provare a identificare l’atleta. Al momento si sa solo che il calciatore “no-vax” sarebbe un titolare della rosa giallorossa e che sarebbe comunque sottoposto a continua vigilanza tanto quanto gli altri compagni di squadra, che invece sono vaccinati. A rendere ancora più febbrile la ricerca di riscontri, però, c’è il fatto che un po’ tutte le compagini della serie A in questi giorni devono fare i conti con un virus sempre più diffuso: ad oggi risultano positivi al tampone almeno 52 tesserati del massimo campionato, con il rischio concreto di non poter scendere in campo alla ripresa della stagione dopo la pausa natalizia. E dunque, inevitabilmente, anche l’andamento epidemiologico scatena la curiosità: possibile che solo alla Roma ci siano giocatori non vaccinati? In realtà pare proprio di no anche se, al momento, i nomi che circolano sui social restano privi di ogni fondamento: a quanto risulta, però, ai taccuini di “Radio serva” non si sarebbero ancora vaccinati alcuni tesserati della Lazio e del Bologna, del Napoli e del Cagliari.

L’ironia di Fabio Capello e la linea dura
Quanti e quali che siano gli atleti “obiettori”, però, resta il fatto che il tema sta dividendo l’opinione pubblica e gli stessi addetti al lavori. Tanto che c’è chi ipotizza di escludere dal campionato quanti non accetteranno di farsi vaccinare. Una linea integralista che rispecchia i provvedimenti già adottati per altre categorie professionali del paese. Tra i più accesi sostenitori c’è anche Fabio Capello, già calciatore e allenatore di club prestigiosi che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, poche ora fa, è stato molto tranchant: “Immagino a che fonti scientifiche si saranno abbeverati i calciatori… – ha ironizzato l’ex tecnico di Juve, Milan, Roma e Real Madrid (lui che, invece, è evidentemente un noto virologo; ndr) -. Non vaccinarsi è un atto di egoismo. Se le forze dell’ordine sono obbligate a farlo, non vedo perché i calciatori debbano essere esentati. Chi non vi si sottopone fa un danno alla propria società. Bisognerebbe togliere loro parte dello stipendio”. Una presa di posizione che, ovviamente, sta facendo discutere e ha contribuito a sollevare un autentico polverone: del resto in più occasioni la Federcalcio ha ribadito che in Italia anche per i giocatori la vaccinazione non è obbligatoria e non ci sarebbe, quindi, nessuna conseguenza professionale su un’eventuale scelta da parte di qualche giocatore di dire no al vaccino anche se, comunque, Federazione e Associazione calciatori continuano a raccomandare ai giocatori di aderire alla campagna di vaccinazione.