Sette persone della provincia di Napoli, di età compresa tra 19 e 66 anni e già note alle forze dell’ordine, sono state denunciate dai carabinieri della stazione di Roma San Paolo per truffa e trasferimento fraudolento di valori in concorso. L’indagine è scaturita dalla denuncia di un pensionato romano di 86 anni raggirato da un falso funzionario di un presunto ufficio antifrode legato a un circuito bancario, che lo avrebbe indotto a effettuare operazioni per un totale di 20.000 euro. Grazie a un intervento rapido, i militari hanno bloccato il flusso di denaro, individuato il conto di destinazione e smascherato una società fittizia creata per incassare la transazione, riuscendo a recuperare e restituire alla vittima 10.500 euro.
L’indagine dei carabinieri di Roma San Paolo
L’attività investigativa si è concentrata sin dall’inizio sulla ricostruzione delle movimentazioni telematiche e bancarie, con l’obiettivo di ricondurre le transazioni a soggetti e strutture riconducibili al raggiro. Secondo quanto ricostruito, la prontezza dell’intervento ha consentito di risalire con precisione al conto corrente di destinazione e di circoscrivere il perimetro operativo dei presunti autori. La ricostruzione dei passaggi finanziari ha rivelato l’uso di strumenti pensati per ostacolare l’immediata tracciabilità dei flussi, elemento compatibile con la finalità di schermare i reali beneficiari del denaro.
Il raggiro ai danni dell’anziano
La vicenda ha avuto origine dalla telefonata di un sedicente operatore antifrode che, presentandosi come addetto alla sicurezza di un circuito bancario, avrebbe ottenuto la fiducia dell’ottantaseienne con una serie di artifizi. La vittima sarebbe stata indotta a compiere più transazioni nell’erronea convinzione di mettere in sicurezza i propri risparmi. Il meccanismo di contatto e convincimento, basato su falsi allarmi e su un’apparente assistenza tecnica, ha avuto l’effetto di instradare somme complessive pari a 20.000 euro verso un beneficiario che si è poi rivelato legato a una struttura priva di reale operatività economica.
Sette indagati e le ipotesi di reato
Al termine della prima fase dell’inchiesta, i carabinieri hanno denunciato sette soggetti, tutti riconducibili alla provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, i reati di truffa e trasferimento fraudolento di valori in concorso. Il quadro delineato dagli investigatori indica un’azione coordinata, con ruoli differenti nella catena del raggiro e della successiva movimentazione del denaro, al fine di rendere più complessa l’individuazione dei percorsi finanziari e dei presunti beneficiari finali.