Sul litorale romano prende forma un nuovo assetto delle concessioni demaniali, con controlli serrati, abbattimenti mirati e una programmazione che punta a regole chiare e benefici economici. A descrivere il percorso è l’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, che traccia un bilancio del lavoro svolto e anticipa gli interventi in arrivo tra Ostia e la costa della Capitale.
Il punto sulle concessioni
Secondo Zevi, la scorsa stagione ha segnato una discontinuità importante per il litorale di Ostia, dove per anni si è proceduto tra proroghe e irregolarità. «La stagione 2026 ha registrato, dal mio punto di vista, una novità fondamentale. Abbiamo avuto oltre 50 concessionari che per la prima volta negli ultimi decenni avevano una concessione regolare dal punto di vista demaniale e senza alcun abuso edilizio. Può sembrare una cosa naturale, ma a Ostia naturale non era perché si andava avanti di proroga in proroga e di abuso in abuso». L’assessore sottolinea il lavoro svolto dall’amministrazione, in coordinamento con le istituzioni territoriali.
«È stato un passaggio molto faticoso, affrontato con determinazione dal sindaco Gualtieri e con la collaborazione di altre istituzioni, a partire dalla Procura di Roma». Un percorso, evidenzia Zevi, che ha coinvolto uffici tecnici, controlli in campo e un confronto costante con gli operatori.
I passaggi di gestione e i subentri
Una delle fasi più delicate ha riguardato i subentri nelle concessioni, spesso bloccati da contrasti tra uscenti e nuovi assegnatari. «Eravamo molto preoccupati dei subentri, cioè di chi aveva vinto il bando ma non era uscente, perché si trattava di un accordo tra privati, nel quale una delle due parti era fortemente disinteressata a favorire l’ingresso del successore. Sarebbe potuto essere un disastro invece anche con questo passaggio si è dimostrato che un cambiamento era possibile e che è stata compiuta una piccola grande rivoluzione che aiuterà a creare ulteriori condizioni di sviluppo del territorio e la valorizzazione di questo bene straordinario che sono appunto le spiagge». Per il Campidoglio, la regolarità delle procedure è la base per una valorizzazione duratura dell’arenile.
Strutture e abbattimenti: applicazione del codice della navigazione
Il riordino passa dall’applicazione del Codice della navigazione e dalla rimozione delle opere non consentite. «Il codice della navigazione è molto chiaro: quando finisce una concessione balneare si devono rimuovere le cosiddette strutture di facile rimozione, per semplicità quelle in legno. Questa legge, che è vigente almeno dagli anni ‘40, in molti casi e da molto tempo non è stata rispettata. Il che ha prodotto il fatto che sulla spiaggia di Roma ci fossero circa 11 ettari di volumi, di cui 7 di difficile rimozione — strutture in cemento — e 4 di facile rimozione. Dopo il nostro intervento, avremo una spiaggia in cui ci saranno 5 ettari di difficile rimozione, e cioè quello che effettivamente poteva stare sulla spiaggia perché era consentito, e 2 che spariscono perché completamente abusivi. Infine 4 tornano a essere temporanei, sulla base del progetto concessionario autorizzato».
In questo quadro, l’assessore rivendica una linea netta sugli abusi edilizi e sulle opere in contrasto con le regole, con l’obiettivo di restituire porzioni di arenile alla fruibilità e di riportare gli stabilimenti entro i perimetri autorizzati.
Operatori, cabine e qualità dell’offerta
La nuova impostazione ha richiesto allineamento e responsabilità da parte dei gestori. «Anche loro hanno cominciato a capire che piuttosto che arroccarsi sui ricorsi, conviene cogliere il buono di questa nuova stagione». Una prospettiva che, nelle parole di Zevi, guarda anche ai risultati economici. «Una spiaggia più bella anche per loro, che si tradurrà in buoni affari. Il punto era rimettersi sul giusto binario».
La riorganizzazione inciderà anche sulle dotazioni stagionali degli stabilimenti. «Le cabine saranno montate in funzione del progetto. Spiagge belle e buoni affari». L’obiettivo dichiarato è coniugare qualità paesaggistica e sostenibilità economica, con interventi reversibili e coerenti con i piani concessori.
Prossime stagioni e standard sulla spiaggia
Zevi anticipa come cambierà l’esperienza di chi raggiungerà Ostia nella stagione balneare. «Una spiaggia in cui i volumi abusivi non ci saranno più e le cabine saranno montate in funzione del progetto. Dal 2028 speriamo che torneranno a vivere stabilimenti che oggi sono distrutti perché nessuno li può riparare in un anno di concessione. E ancora una spiaggia che rispetti alcune caratteristiche: ogni 100 metri almeno il 50% di mare e massimo il 25% di costruito, e ogni 300 metri una spiaggia libera. Nel 2029 avremo il nuovo ponte della Scafa e, spero, un collegamento migliore sulla Roma-Ostia, ma questo dipenderà dalla Regione».
Gli standard percentuali indicati dall’assessore mirano a creare un equilibrio tra aree attrezzate e spazi aperti, garantendo spiagge libere a distanza regolare e un controllo dei volumi costruiti lungo la costa.
Legalità e sviluppo del mare di Roma
La cornice è quella di un percorso che lega il ripristino della legalità a una strategia di crescita del turismo e dei servizi. «Nel segno della legalità, ma anche nel segno dello sviluppo, quindi di un maggior numero di turisti: ecco, tutto questo è la vera sfida, perché crediamo che il mare di Roma sia una grandissima direttrice di sviluppo per la città». La crescita del litorale romano passa, nelle parole dell’assessore, da regole certe e investimenti coerenti con le autorizzazioni.
Cinque anni di lavoro sul litorale
Zevi riassume i risultati e le priorità che hanno guidato l’azione di Roma Capitale, dalle verifiche capillari al rafforzamento degli strumenti di controllo. «Dal 2024, ogni stagione è andata meglio. Quando siamo arrivati non sapevamo neanche cosa ci fosse sulla spiaggia, abbiamo dovuto mandare i geometri e i droni per scoprirlo. Quindi per me il 2027 sarà migliore del 2026: avremo ancora più concessioni per gli stabilimenti, assegnate tramite bandi. E nel 2028 ci sarà un ulteriore miglioramento decisivo. Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione che è stata messa in campo in cinque anni di governo Gualtieri. E siamo riusciti più noi in questi cinque anni che non altri nei cinquanta precedenti».
Il quadro che emerge è quello di una transizione ordinata del litorale di Roma: più concessioni regolari, rimozione degli abusi, programmazione delle strutture stagionali e chiari obiettivi su accessibilità e infrastrutture, dal ponte della Scafa ai collegamenti sulla Roma-Ostia.