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Onorato: "Sport troppo caro, serve intervento nazionale"

A Roma l’assessore Alessandro Onorato chiede un intervento nazionale per rendere reale il diritto allo sport, citando costi elevati e il voucher sport.

Onorato: "Sport troppo caro, serve intervento nazionale"

Un appello a rendere effettivo il diritto allo sport arriva da Roma. L’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sollecitato un intervento strutturale a livello nazionale durante la presentazione nella Capitale del progetto ‘Il calcio torna in piazza’, un’edizione speciale di Casa Azzurri on Tour promossa dalla FIGC con i partner che sostengono il calcio tricolore.

Le parole di Onorato

Nel suo intervento, l’assessore ha denunciato l’aumento dei costi che grava sulle famiglie e limita l’accesso alle attività sportive per i più giovani. Ha sottolineato come, senza una rete di sostegno uniforme, l’esercizio del diritto rischi di restare formale.

"Oggi purtroppo il diritto allo sport c'è solo in Costituzione, ma non nella realtà. Ormai anche una scuola calcio arriva a costare 1000 € l'anno e non è più alla portata delle famiglie. Genitori che hanno due stipendi non ce la fanno a garantire, se hanno due figli, di fargli fare ad uno il calcio, uno il nuoto o il tennis. Su questo io credo che il governo dovrebbe fare un intervento strutturale perché non è possibile lasciare a macchia di leopardo in base alla capacità delle autonomie locali". Lo ha detto l'assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato, a margine della presentazione a Roma del progetto ‘Il calcio torna in piazza’ è un’edizione speciale di Casa Azzurri on Tour, il progetto con cui la FIGC accompagna la Nazionale italiana sul territorio insieme ai partner che sostengono il calcio tricolore.

Il nodo dei costi e l’accessibilità

Il passaggio sui costi è centrale nel ragionamento dell’assessore. L’accesso alla pratica sportiva per bambini e ragazzi, ha evidenziato, è frenato da tariffe sempre più onerose, come quelle segnalate per la scuola calcio. La difficoltà riguarda anche nuclei con entrambi i genitori occupati, che faticano a sostenere più discipline per figli diversi.

Il tema non è solo economico ma anche di equità territoriale. Secondo Onorato, la risposta non può dipendere dalla sola capacità delle singole autonomie locali, pena una copertura disomogenea. Un’azione nazionale, ha argomentato, avrebbe l’obiettivo di garantire standard minimi e omogenei, così da tradurre in pratica il principio del diritto allo sport per l’infanzia e l’adolescenza.

Il voucher sport di Roma Capitale

Nel corso dell’evento, Onorato ha citato l’esperienza di Roma Capitale sul sostegno economico alle famiglie. Il riferimento è al voucher sport, introdotto per aiutare l’accesso alle attività sportive di bambini e ragazzi. Il richiamo ai numeri, forniti direttamente dall’assessore, mostra una domanda crescente che supera le risorse disponibili e pone l’accento sul fabbisogno reale dei cittadini.

"Faccio l'esempio di Roma che come sapete ormai da quattro anni ha il voucher sport, con 500 euro l'anno per poter calmierare o far fare sport gratuitamente e più di 5000 persone lo prendono, ma io non penso più alle 5600 famiglie che lo prendono ma penso alle 10.000 che lo chiedono in più e che invece non lo prendono. E' giunta l'ora che a livello nazionale, e sarà sicuramente una priorità del centro-sinistra alle prossime elezioni, fare in modo che il diritto allo sport sia reale. Deve essere gratuito fino a 16 anni, le coperture economiche ci sono", ha aggiunto Onorato.

Obiettivo: diritto effettivo e non solo formale

Il cuore della richiesta avanzata dall’assessore è chiaro. Servono misure organiche che rendano lo sport realmente accessibile a tutti i minori, non solo dove le amministrazioni locali riescono a finanziare strumenti come il voucher sport. Il riferimento alla gratuità fino ai 16 anni delinea un orizzonte preciso e mette al centro l’interesse dei giovani, con l’intento di promuovere salute, inclusione e socialità.

Il concetto di “macchia di leopardo” evoca la frammentazione dei sostegni presenti sul territorio nazionale. Una regia unitaria, secondo l’impostazione illustrata da Onorato, consentirebbe di superare gli squilibri e di rafforzare la coesione sociale, evitando che la possibilità di praticare sport dipenda dalla residenza o dalla disponibilità dei bilanci locali.

Il calcio torna in piazza: l’iniziativa presentata a Roma

Le dichiarazioni sono arrivate a margine della presentazione del progetto ‘Il calcio torna in piazza’, un’edizione speciale di Casa Azzurri on Tour. L’iniziativa, promossa dalla FIGC, accompagna la Nazionale sul territorio insieme ai partner che sostengono il calcio italiano, con l’obiettivo di avvicinare sempre più il pubblico alle attività federali e ai valori dello sport.

La cornice romana ha offerto l’occasione per richiamare l’attenzione su un tema che tocca da vicino famiglie, società sportive e istituzioni. L’accessibilità economica e sociale alle pratiche sportive viene indicata come una priorità, con Roma che mette a disposizione l’esperienza maturata sul campo e rilancia la questione a livello nazionale.

Il richiamo alle istituzioni

La posizione dell’assessore è stata espressa in modo netto, restando nell’alveo delle competenze locali e indicando l’azione statale come passaggio necessario. La proposta di rendere lo sport gratuito fino a 16 anni e di garantire coperture per sostenerlo si lega a un messaggio più ampio: il diritto allo sport deve essere concreto e universalmente esercitabile, non soltanto riconosciuto nei principi.

Dal contesto romano, attraverso l’evento federale e l’esempio del voucher sport, emerge una richiesta di sistema. La sfida, rimarcata a margine dell’iniziativa ‘Il calcio torna in piazza’, riguarda la possibilità per ogni ragazza e ragazzo di praticare una disciplina senza barriere economiche, in linea con i valori promossi dalla FIGC e con l’impegno di Roma Capitale nel sostegno alle famiglie.