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Leone XIV in Francia: dal volo il richiamo alla libertà di stampa

In volo verso Parigi Leone XIV difende la libertà di stampa. Accoglienza di Macron a Orly, tappe a Notre-Dame, Unesco e veglia allo Stade de France con 80 mila giovani.

Leone XIV in Francia: dal volo il richiamo alla libertà di stampa

Leone XIV è atterrato a Parigi con un messaggio chiaro e immediato sulla libertà di stampa, affidato ai giornalisti durante il volo verso Orly. Sollecitato da una domanda sui rapporti difficili tra alcuni media statunitensi e la Casa Bianca, il Pontefice ha ribadito l’importanza del ruolo dell’informazione e ha posto l’accento sul valore di un giornalismo serio e indipendente.

Un messaggio dal volo sulla libertà di stampa

A bordo, interpellato dal corrispondente statunitense Christopher Lamb sulle difficoltà incontrate dai media negli Stati Uniti, Leone XIV ha risposto senza esitazioni: «Sono molto contento che siate qui e siete tutti i benvenuti. A mio parere un buon giornalismo è molto importante e credo che qui lo abbiamo a tutti i livelli, per tutti». Un richiamo che si inserisce in un momento di rinnovata tensione tra istituzioni e stampa oltreoceano, e che riprende un tema già affrontato dal Papa in precedenti interventi.

Nei mesi scorsi, infatti, Leone XIV aveva richiamato l’attenzione sulle violazioni dei diritti dei cronisti, ricordando come «Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto». Un monito che sottolinea quanto una informazione libera e autorevole sia elemento essenziale per la qualità democratica di ogni Paese.

Dialoghi informali e domande personali

Nel tradizionale giro di saluti a bordo, il clima si è fatto più disteso. Alcuni cronisti hanno portato al Papa piccoli doni, dai cioccolatini di Chicago a volumi e dolci francesi. Alla domanda se avesse usato una app per esercitare il francese, Leone XIV ha sorriso e risposto: «È una fake news». Un giornalista francese gli ha offerto dei macarons, giocando con l’assonanza con Macron, strappando un’ulteriore battuta.

Il Pontefice si è concesso ai selfie, ha benedetto familiari e risposto a quesiti di attualità e di sfera personale. Parlando della situazione a Ceuta, ha definito quanto accade «una vera crisi umanitaria». Ha poi commentato una partita di basket tra Villanova e Notre Dame e accennato al tema dell’intelligenza artificiale. Interrogato infine sulla propria felicità, si è fermato un istante e ha detto: «Sì, penso di sì, lo sono. A parte le difficoltà, trovo nella fede tutto. Sono contento della scelta che ho fatto tanti anni fa». Quindi ha rilanciato con una domanda: «Per caso lei mi vede triste?». Alla considerazione che il peso della Chiesa possa farsi sentire, la replica è stata serena: «Qualche volta di più, ma... Dio è grande».

L’arrivo a Parigi e l’accoglienza

All’aeroporto di Orly, il protocollo ha ceduto il passo a un’accoglienza calorosa. Il presidente Emmanuel Macron ha salutato Leone XIV, mentre le campane hanno suonato in tutta la Francia per accompagnare l’inizio della visita. Ad attendere il Pontefice anche molti bambini con magliette bianche recanti il motto ufficiale: «Affinché il mondo abbia la vita». Un’immagine che ha segnato l’avvio della parte pubblica del viaggio, nel segno di un dialogo aperto con la società francese.

Itinerario e memoria delle visite papali

Sono trascorsi diciotto anni dall’ultima visita di un Pontefice in Francia, quella di Benedetto XVI nel settembre del 2008. Anche Leone XIV ha scelto settembre e una permanenza di quattro giorni, articolando il percorso su tre luoghi simbolici: Parigi, Lourdes e Metz. La prima giornata concentra già molti segni. Il Papa farà tappa a Notre-Dame, riaperta dopo il devastante incendio, e poi raggiungerà l’Unesco nell’anno dell’ottantesimo anniversario dell’organizzazione. Un Pontefice non interveniva all’Unesco dal 1980, ai tempi di Giovanni Paolo II, un precedente che conferisce particolare peso all’appuntamento.

In serata, Leone XIV è atteso allo Stade de France di Saint-Denis, nel cuore della banlieue nord della capitale, per una veglia con circa 80 mila giovani. Una presenza che intende coniugare dimensione pastorale e attenzione ai territori, in una delle aree socialmente più complesse dell’Île-de-France.

All’Eliseo l’incontro con Macron

Da Orly, il corteo papale ha raggiunto direttamente l’Eliseo. Il presidente Macron e la première dame Brigitte hanno accolto Leone XIV al termine del lungo tappeto rosso. Una stretta di mano e un breve scambio di parole con il capo dello Stato, mentre Brigitte Macron ha preso tra le sue le mani del Pontefice, con un lieve inchino. Dopo le foto di rito, il seguito è entrato nel palazzo per il colloquio privato.

Leone XIV è il terzo Papa dell’epoca contemporanea a essere ricevuto all’Eliseo, dopo Giovanni Paolo II accolto nel 1980 da Valéry Giscard d’Estaing e Benedetto XVI ricevuto da Nicolas Sarkozy nel 2008. Una sequenza che inserisce la visita nel solco di una relazione istituzionale consolidata tra la Francia e la Santa Sede.

Il valore civile del messaggio

Il viaggio si apre dunque con un rovesciamento interessante. Prima ancora di affrontare con Macron i grandi dossier internazionali, Leone XIV ha richiamato un principio che tocca direttamente il suo Paese d’origine. Senza un giornalismo libero e autorevole, ha fatto capire fin dal volo, la qualità della democrazia rischia di indebolirsi. Un’affermazione che risuona in un contesto globale attraversato da trasformazioni rapide e da frizioni tra poteri pubblici e mezzi di informazione.

Le reazioni in Francia

Anche il fronte politico ha seguito con attenzione l’avvio della visita. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha auspicato che l’arrivo di Leone XIV sia «un momento di gioia e di speranza per i cattolici di Francia e un messaggio di fratellanza per tutti i francesi». Parole che confermano le aspettative di una tappa capace di parlare non solo ai fedeli, ma alla società francese nel suo complesso, in equilibrio tra laicità repubblicana e dialogo con le religioni.