Cosa lega una startup che protegge le foreste dello Zambia, un’eccellenza deep tech e un’impresa sociale di Calcutta? La capacità di rendere l'innovazione un motore di cambiamento concreto. Che si tratti dell'impegno di Koalisation contro il dirty cooking, delle soluzioni di AI firmate Caelus per l'energia o del connubio tra artigianalità e futuro di Freed, il filo conduttore resta la sostenibilità applicata su scala globale.
Caelus a Codeway Expo 2026: il Deep Tech al servizio del Nucleare Sostenibile
L'intelligenza artificiale al servizio del nucleare sostenibile e la digitalizzazione come motore della transizione energetica globale: con questa visione Caelus ha partecipato a Codeway Expo 2026. All'interno della collettiva delle imprese laziali — supportata da Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma — la startup si è distinta per la sua capacità di rispondere a una sfida cruciale: rendere la progettazione e la gestione dei reattori di nuova generazione più rapide, sicure ed efficienti.
Fondata nel 2023, Caelus punta a ridefinire gli standard del settore attraverso il cosiddetto "Nuclear 3.0". Grazie a una suite software che sfrutta AI, Digital Twin e tecnologie Industry 5.0, la startup ottimizza ogni fase del ciclo di vita degli impianti, dal licensing al decommissioning.
Per Caelus, tuttavia, la tecnologia è solo una parte dell'equazione; l'altra è la capacità di fare rete. La kermesse di Fiera Roma è stata infatti un'occasione preziosa per dialogare con i grandi attori dello sviluppo globale. Come sottolineato dal CEO Alessio Iuvara: "La manifestazione è stata molto utile nell'ottica di prendere contatti diretti con ambasciate ed enti governativi, specialmente africani. Lo stesso vale per enti come UNDP e UNOPS, ma anche le banche internazionali per lo sviluppo."

Il valore distintivo di Codeway Expo risiede proprio nella sua capacità di far incontrare diplomazia economica e innovazione. Iuvara ha evidenziato come spesso il limite dei progetti su larga scala non sia la mancanza di capitali, quanto la frammentazione tra i vari attori coinvolti: "Molto spesso ci sono fondi lato organizzazioni internazionali e fondi lato statale dei Paesi target. C'è anche la volontà sul territorio di fare le cose, ma manca quel fil rouge che possa consentire una messa in opera vera e propria del progetto."
In questo contesto, la partecipazione di Caelus non è stata solo una vetrina tecnologica, ma un passo strategico per consolidarsi come partner internazionale d'eccellenza. Integrando AI e sostenibilità, la startup continua a tracciare la rotta per un'energia nucleare moderna, capace di parlare il linguaggio della cooperazione globale e del progresso digitale.
Energia, Salute e Foreste: come Koalisation sta cambiando il volto della cooperazione
Dalla tutela delle foreste in Zambia alla salute delle comunità locali: a Codeway Expo 2026, la startup Koalisation ha presentato un modello di cooperazione che va oltre la semplice compensazione delle emissioni. Nata tra Milano e lo Zambia, e attiva oggi anche a Roma e Taranto, la realtà opera nella carbon finance con un obiettivo ambizioso: eliminare il "dirty cooking", una delle piaghe ambientali e sanitarie più gravi dell'Africa subsahariana.
Oltre 2,5 miliardi di persone dipendono ancora dal carbone vegetale per cucinare, alimentando la deforestazione e respirando fumi tossici. Koalisation risponde con progetti di clean cooking basati sulla tecnologia e sul coinvolgimento diretto. Un esempio è la baraccopoli di Chipulukusu (Zambia), dove la startup ha distribuito mille stufe efficienti, migliorando la vita di 17mila persone e riducendo il consumo di carbone del 70%.
Il modello non prevede l'acquisto passivo di crediti di carbonio, ma un investimento di lungo periodo da parte delle aziende partner, che monitorano costantemente l'impatto sociale. Accanto a questo, Koalisation trasforma l'economia locale: gli ex produttori di carbone vengono oggi coinvolti nell'agricoltura rigenerativa e nella produzione di miele forestale.
Per Koalisation, il futuro è un ecosistema aperto dove il successo si misura con la replicabilità del modello. Nelle parole del CEO e co-fondatore Matthieu Meneghini:
«Vogliamo diventare i leader mondiali nell'identificazione e risoluzione delle problematiche legate alla catena del dirty cooking. Stiamo costruendo un ecosistema aperto e replicabile, che permetterà a ONG, cooperative e imprese sociali di tutto il mondo di adottare il nostro stesso modello operativo.»
L'obiettivo è trasformare l'innovazione in uno strumento sistemico. Meneghini ha infatti aggiunto: «L'obiettivo non è solo crescere, ma moltiplicare l'impatto. Come diceva Archimede: “Datemi una leva e vi solleverò il mondo”. Noi siamo quella leva.»
La vetrina di Fiera Roma ha permesso a Koalisation di dialogare con giganti della cooperazione come WFP, UNDP e FAO, consolidando il legame con il "Sistema Italia". Già riconosciuta con una menzione speciale agli Eni Award 2025, la startup rappresenta oggi il nuovo volto della cooperazione internazionale: un partenariato di responsabilità condivisa dove lo sviluppo non è assistenza, ma crescita costruita insieme ai territori.

Da Calcutta al Mondo: l’empowerment femminile di FREED a Codeway Expo 2026
Dalle storiche tessiture del Bengala Occidentale ai palcoscenici della cooperazione globale: FREED (The Force for Rural Empowerment and Economic Development) ha portato a Codeway Expo 2026 un modello di sviluppo che trasforma l’artigianato millenario in uno strumento di riscatto sociale.
La realtà indiana, fondata da Somnath Pyne, opera nel distretto rurale di Bishnupur, un’area celebre per una tradizione della seta lunga sette secoli. Qui, il progetto non si limita alla produzione tessile, ma punta a rivoluzionare l'economia locale mettendo al centro il lavoro delle donne.
Il cuore dell'iniziativa è la reinterpretazione dei prodotti classici — come i tradizionali sari — in chiave moderna, per intercettare i gusti dei mercati internazionali senza snaturarne l'essenza. I prodotti di Bishnupur vantano il riconoscimento G.I. (Geographical Indication), che ne certifica l'origine e la manifattura unica.
Come ha spiegato Somnath Pyne durante la manifestazione a Fiera Roma: «Lavoriamo con le donne delle aree rurali per creare opportunità di sostentamento sostenibile e generare un impatto concreto sull’economia locale. Il nostro obiettivo è connettere artigiani e produttori ai mercati moderni, mantenendo intatta la qualità della manifattura tradizionale ma innovando nel design.»
FREED non si occupa solo di tessuti; accompagna le comunità in percorsi di alfabetizzazione tecnologica e inclusione, garantendo che le nuove generazioni possano restare nei territori d'origine con prospettive concrete. La sfida principale resta quella di mediare tra un passato glorioso e un presente competitivo. Pyne ha infatti sottolineato: «Non modifichiamo il processo artigianale, ma aiutiamo le comunità ad adattare i design alle esigenze del mercato, garantendo ai produttori il giusto valore per il loro lavoro.»
Attraverso la collaborazione con le istituzioni governative indiane, FREED dimostra che la tutela delle competenze artigianali può diventare un potente motore di autonomia economica. La sua presenza a Codeway Expo fino al 15 maggio segna un punto d'incontro fondamentale tra la sapienza manuale del Bengala e le reti della cooperazione internazionale.




