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Revenge porn e cyberbullismo tra minorenni: boom dopo la pandemia

Revenge porn e cyberbullismo: tra minorenni è vero boom dopo la pandemia. Quelli che qualcuno definisce anche come reati social, dopo il covid ha fatto registrare un aumento spaventoso, intorno al 90 per cento. Revenge porn e cyberbullismo sono, oggi, alcuni dei ‘mali’ della nuova generazione che rischiano di diventare endemici.

Revenge porn e cyberbullismo tra minorenni: situazione preoccupante

Sono più di tre su diedi i ragazzi che avrebbero patito molestie via social, messaggi o sempre tramite comunicazione con smarphone. Revenge porn e cyberbullismo sono due grandi minacce,per i minorenni che usano vari device, non solo i computer. A dirlo sono i dati della polizia postale e dalle varie divisioni della polizia di Stato.

Numeri che raccontano in maniera fredda un problema che bolle: ci sono delle fasce a rischio, che preoccupano davvero molto in prospettiva. dai 12/14 le ragazze e i ragazzi che si possono trovare da ambo le parti della barricata e vanno educati per capire che esistono punizioni vere, perchè si tratta di reati veri, per non entrare in un circolo vizioso che minacci l’impunibilità.

Ragazzi bullizzati, che però possono diventare bulli: inoltre, anche contaminazioni pericolose: non solo violenza a sfondo sessuale e bullismo, ma anche svastiche o altri simboli che inneggiano al nazi-fascismo, oltre al terribile fenomeno dei video e delle foto di natura pedopornografica.

Spesso tra giovani si nota uno scambio reciproco di immagini violente, di varia natura, che affonda ne radici sulla superficialità dei contesti. Fondamentale, è la prevenzion. Professori, educatori, personale scolastico, famiglia, genitori, tutti devono fare il proprio lavoro.

Revenge porn e cyberbullismo i dati

 Revenge porn e cyberbullismo in aumento come ricorda la direzione centrale della polizia per  cui tre giovani su dieci hanno subito molestie tramite social, messaggi o telefonate. E il 33% dichiara di aver riconosciuto atteggiamenti possessivi da parte del proprio partner. Il timore di essere vittima di violenza di genere risulta più alto tra le studentesse (57%) che tra gli studenti (10%) tra i 14 e i 18 anni. Nel 2023 sono stati analizzati 28.355 siti, e tutti i dati parlano di aumenti vertiginosi.

La pedopornografia è una minaccia vera

Dalla questura si parla di più di 1300 le persone individuate e denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale ai danni di minori nel 2023. A Roma e nel Lazio le perquisizioni sono state 68, le persone arrestate 7 e quelle denunciate in stato di libertà 108. I gigabyte di contenuti illeciti con materiale pedopornografico rivenuti sono stati 15772, gli spazi virtuali visionati 14706.

I siti illegali in black list sono 2739. I soggetti sono prevalentemente uomini, incensurati, anche se desta preoccupazione l’aumento dei reati di pedopornografia commessi da soggetti molto giovani. Numero che dimostrano come anche questo tipo di reato, forse il più “vecchio”, continua a essere riscontrato. “Anche postare foto e video di fratellini piccoli e bambini, può portare a gravi conseguenze”, l’ammonimento di Belardini.

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