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Settebagni, esonda il fosso e tante famiglie bloccate. L’intervento dei vigili del fuoco

A causa del maltempo sono stati tanti i disagi registrati nella Capitale. È di ieri la storia di 80 tra bambini e operatori di un centro estivo che a causa delle forti piogge sono rimasti bloccati. Per metterli in sicurezza sono dovuti accorrere i vigili del fuoco con un mezzo anfibio e un gommone.

Il fosso di Settebagni ha esondato e molti sono rimasti senza via d’uscita per il fiume di fango che in pochi minuti ha raggiunto, per dare un’idea, l’altezza di metà sportello di una macchina. Anche un’autovettura è rimasta intrappolata nel fiume e a bordo c’erano alcune persone.

La zona attorno al fosso per la seconda volta in pochi giorni si trova in questa situazione e con una sola via d’uscita bloccata per di più dal fosso che diventa un fiume. “Il consorzio Bel Poggio, ha dovuto attivarsi autonomamente, non essendoci una procedura operativa, per richiedere la cortesia di aprire una strada privata secondaria per poter ricongiungere circa 100 famiglie residenti – racconta a RomaToday il presidente del consorzio residenziale Bel Poggio, Dario Miseri – Purtroppo le condizioni della strada si sono rivelate ‘pericolose’ e alcune macchine, anche lì, sono rimaste intrappolate dalla furia delle acque per circa un’ora con dei bambini spaventatissimi. È stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, della protezione civile, dei carabinieri che hanno visionato la strada e ci hanno sconsigliato di utilizzarla, ma questa era l’unica percorribile. Nel frattempo mezzi anfibi e gommoni recuperavano i piccoli rimasti nei centri estivi. Fortunatamente non ci sono state emergenze gravi, questa volta solo tanta paura”.

Richiesto incontro

Si chiede quindi un incontro con il Municipio III per mettere in sicurezza e renda utilizzabile via Monte di Casa, strada alternativa a via Lello Maddalena. “Via Monte di Casa – spiega il presidente del consorzio residenziale – è una strada ad uso pubblico che arriva fino a Settebagni ma la parte finale, inutilizzata da tempo, non è più percorribile.”

“Nell’immediato – dice Miseri – sarebbe sufficiente un ponte bailey, in dotazione all’esercito, per innalzare la quota stradale,  garantendo così la percorribilità anche in situazioni di emergenza. Per evitare in futuro il ripetersi di fatti analoghi che, purtroppo, potrebbero anche avere dei risvolti funesti”.